Sono molto contento che il socialista Ivo Josipović sia stato eletto presidente della repubblica di Croazia.
Agnostico dichiarato, ha dovuto subire i bassi attacchi del concorrente Milan Bandić, sindaco di Zagabria da dieci anni, in odor di corruzione, il quale, invece di entrare nel merito delle proposte politiche di Josipović su una “nuova giustizia sociale”, ha preso la palla al balzo per dipingerlo come un “senza Dio” e un restauratore del comunismo, confidando in un appoggio – poi puntualmente arrivato – del clero (che in Croazia è più nazionalista, che cristiano).
Per far capire chi è Josipović voglio solo trascrivere qui una sua frase, relativa alla parola patria, di cui condivido ogni parola, naturalmente sostituendo – per quel che mi riguarda – le parole Croazia e croata con Italia e italiana:
“Patriota non è colui che si batte più forte l’eroico petto croato o che sventola più velocemente la bandiera. Patriota è chi esegue con diligenza il proprio lavoro e paga le tasse. Colui che con la creatività e le innovazioni contribuisce al progresso della Croazia. Patriota è quell’imprenditore che paga i lavoratori, paga le tasse e crea nuovi posti di lavoro