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PRESIDENTE FINI, PERCHE' ANCORA NEL PDL?
06/01/2010
Gianfranco Fini esprime concetti che costituiscono la base di qualsiasi cittadino,  di destra, di centro e di sinistra, che crede nei valori della democrazia e della laicità dello stato: separazione dei poteri, rispetto delle minoranze, rivendicazione del ruolo centrale del parlamento, richiamo a valori comuni nei quali il paese, pur nelle legittime divisioni politiche, può riconoscersi.

Sono parole che da De Nicola a Togliatti, da De Gasperi  a Nenni, a Malagodi, Parri, La Malfa, e i grandi statisti e uomini politici che hanno contribuito alla realizzazione della nostra repubblica hanno sempre espresso.  Nell’Europa occidentale, guidata dalla Merkel  o da Zapatero, sono l’abc sul quale convivono i rispettivi popoli.

Ora, in bocca a Fini – a leggere le reazioni dei suoi colleghi di partito e alleati leghisti - sembra che abbiamo chissà quale valenza rivoluzionaria.

Forse la reazione è legata al passato politico missino dell’attuale presidente della camera ed anche a posizioni – come quella contro gli omosessuali o una legge fatta col razzista Bossi sui clandestini o  una certa facile demagogia in chiave propagandistica  dimostrata in occasione di alcuni efferati delitti, come se questi fossero conseguenza di una certa tolleranza della sinistra – non proprio lontane nel tempo. 

Ma, al di là di ciò, Fini va apprezzato per quello che dice oggi. Per questo mi spaventa molto un Gasparri, non uno qualunque ma il presidente dei deputati del PDL, quando dice, come leggo oggi sul Corriere della Sera, che le posizioni di Fini sono minoritarie nel suo partito.

Mi chiedo allora in che fogna si trovi questo partito. Perché se posizioni fondanti la nostra costituzione e repubblica sono minoritarie nel PDL, che è il partito di maggioranza, tra l’altro alleato di governo con la nuova destra estremista e xenofoba della Lega, scissionista e anti italiana (Castelli: chi non salta italiano è… è…), beh, l’unica domanda che farei a Fini è “Presidente, che se ne sta a fare ancora con quella gente lì?”.

 Commenti sulla News (10)

Inserito: mercoledì 1 dicembre 2010 alle: 08:44
Autore: antonio dal tio
Commento: caro Diego ed amici, per la rete gira questo allarme. Oggetto: il 1984 di Orwell non è così lontano.... Il caimano è tornato più infame di prima e non poteva essere altrimenti, le persone sane lo sapevano; e poi mai dimenticare le responsabilità del PD e D'Alema sopra tutti; mi dispiace per la Bindi o per Marino. Il PD si autodenuncia, è solo casta, è potere per il potere. Ed a me come cittadino non serve ad un bel fico secco. Oggi sono portato a votare e far votare per Di Pietro, poi vedrò, e se del caso alzerò bandiera bianca. Giorgio parlando del tendere ci ha portati a ricordare l'Odissea, ripensiamola nei suoi contenuti e sono attuali: i PROCI come CASTA sono ovunque e la soluzione Ulisse la da, lo fece per giustizia nella visione di Omero poeta e non per odio. Noi godiamoci una giustizia ad libertatem per sprofondare nella infamia di una storia incivile. Spero che l'On.le Fini e quelle coscienze che rappresenta e vuol rappresentare possano avere successo, Dio lo voglia, un lato della scacchiera avrà i suoi pezzi disposti correttamente e la sinistra per sua maledizione e limite mancherà sempre di qualcosa, avrà pezzi, o la torre, o il cavallo, o il pedone, o financo il RE di colore opposto. Non mi resta che dedicarmi al mio tendere. Un bel saluto agli amici del tendere, Toto

Inserito: venerdì 8 gennaio 2010 alle: 16:55
Autore: Maurizio Lo Re
Commento: Ricordate la reazione di Fini al discorso del predellino di Berlusconi? Disse: “Siamo alle comiche finali”. Analoga reazione ebbe Casini. Ma subito dopo, alla stretta delle elezioni, seguirono due vie diverse. Fini ritenne opportuno piegarsi al diktat di Berlusconi, forse per seguire un suo disegno di successione nel PDL, mentre Casini ritenne opportuno andare da solo, avendo ben chiara in mente la politica dei due forni, oggi tornata in auge. Le attuali posizioni di Fini risentono in primo luogo dell’alta funzione che riveste. Persino Schifani ha cambiato musica (ricordate le sue invettive ed i suoi insistiti slogan del passato?), anche se la statura dei due non è comparabile. Soprattutto, le posizioni di Fini risentono dell’ulteriore involuzione berlusconiana (il conflitto aperto o strisciante con le altre istituzioni dello Stato, la conduzione dittatoriale del PDL, il progressivo abbandono del Nord alla Lega, uno stile di vita a dir poco indecente), da cui una persona che abbia il rispetto delle istituzioni non può che distanziarsi. Una notazione personale. Ho conosciuto Fini in tempi non sospetti, nel 2003, quando era Vice Presidente del Consiglio. Certo non avevo alcuna simpatia per AN. Eppure, dovetti ammettere che era uno dei politici più corretti che avessi mai conosciuto, con un alto senso delle istituzioni e dello Stato. Peccato che fosse circondato di collaboratori indecenti, poi assurti agli onori della cronaca. Ebbene, per rispondere alla domanda di Diego Zandel, io mi auguro che Fini riesca a stare dove sta, perseguendo caparbiamente il suo disegno di una destra moderna e pulita, piuttosto che andare a far compagnia ai grandi camaleonti Casini e Rutelli.

Inserito: domenica 1 agosto 2010 alle: 13:27
Autore: Diego Zandel
Commento: Non è che la sinistra deve sperare nel "compagno" Fini. E' che deve ricrearsi, diciamo così, un nuovo arco costituzionale, in cui, pur nella diversità di posizioni politiche, ci si riconosca in certi valori di base, così rompendo l'attuale unanimità intorno agli interessi di Berlusconi, in nome dei quali si fa strame di ogni civile regola di convivenza.

Inserito: venerdì 8 gennaio 2010 alle: 12:01
Autore: giorgio castriota
Commento: caro diego, condivido la tua analisi, però la cosiddetta opposizione è messa proprio male se deve sperare nel compagno Fini. Aggiungo una considerazione che non c'entra niente con il tema ma che mi ha colpito e mi inquieta parecchio: ho visto pochi minuti fà sull'ANSA (internet) le foto di Berlusconi in Francia senza cerotti e senza cicatrici. E' ripreso in primo piano e non si nota nessun segno. Mi chiedo come è possibile. Ma non aveva avuto due denti spezzati, un labbro spaccato, la guancia sinistra ferita, il setto nasale rotto? Che siano vere le voci che ho sentito che l'incidente è stata una messa in scena accuratamente preparata?

Inserito: venerdì 8 gennaio 2010 alle: 09:59
Autore: antonio dal tio
Commento: (2 parte) Certo, una scelta carica di rischi, di incognite, di coraggio, difficilissima e dignitosa che gli rende onore, tanto di cappello al politico che sta provando a fornire un punto di riferimento ad una Destra da troppi anni silente, chiusa nei salotti privati e perchè no? umiliata; in questi salotti il concetto di insopportabilità degli accadimenti ricorre spesso; energie splendide, spiriti liberi, testimonianze religiose, storie esemplari... in una camicia di forza obbligate, impossibilitate a trasmettere un modo di vivere che si è affermato nella Storia (fino a quando? dove il limite? essere costretti ad accettare leggi ad personam). Chiedo sempre un riscontro a Gironda, a lui risulta? Non so quanto tempo ci vorrà affinchè quell'insopportabilità impiegherà per uscire allo scoperto, quando avverrà Fini ci sarà ed anche la Chiesa, attenzione, duemila anni di storia non si possono gettare per le voglie di un personaggio certamente straordinario nel suo agire, dentro e fuori dalla legge, tutto teso ad una affermazione di se, quasi un IO al centro dell’universo, ma spoglio di quei valori sui quali la Storia della Chiesa si è costruita per superare i momenti più infelici che l'hanno attraversata. Un bel saluto Toto

Inserito: domenica 1 agosto 2010 alle: 09:08
Autore: antonio dal tio
Commento: Alberto Rittieri sintetizza in modo disarmante e con precisione, le dinamiche umane e sociali coinvolte dal potere berlusconiano, ne risulta un quadro avvilente per le volgarità cui assistiamo. I personaggi che si muovono all'unisono con la centrale operativa e di propaganda del capo danno una dimensione infelice e miserabile di quello che potremmo definire la 'centralità' del potere. Se si vive dentro la società sappiamo che parte della Borghesia non ne può più, non si può essere rappresentati nei contenuti e nelle azioni da dinamiche nelle quali si riconosce la marmaglia gozzovigliante di bassi istinti, un vero e proprio tubo digerente, nulla di più. Mi domando se Gironda mi può dare conferma su questo. Bene, ritengo che Fini da attento politico, non distratto tra troppi affari personali, avverta queste voci, questi bisogni dell’anima borghese e dunque si manifesta per rappresentare, per dire io ci sono, sono attento a certi bisogni e non altri, posso darvi voce. (1 parte)

Inserito: domenica 1 agosto 2010 alle: 09:33
Autore: Diego Zandel
Commento: Caro Marco, non ho affatto assunto Fini a campione della libertà. M'interessa sottolineare il fatto che il PDL, attraverso le reazioni alle parole di Fini, mostra di non condividere i valori fondanti delle democrazie occidentali. Che senso ha, quindi, per uno che ha fatto propri questi valori continuare a stare in questo partito? (il cui unico valore fondante è: essere al servizio degli interessi di Berlusconi). Credevo di essere stato chiaro.

Inserito: venerdì 8 gennaio 2010 alle: 08:49
Autore: marco minicangeli
Commento: Caro Diego, no qui non ti seguo. Io ho registrato in qualche angolo remoto della mia mente tutto ciò che fini va dicendo ultimamente. Il tempo sarà galantuomo ed allora vedremo veramente Fini: vedremo se non ci saranno precisazioni. Del resto quello che va dicendo sono cose di assoluto buonsenso del tipo (almeno x quanto mi riguarda) "Pippo Baudo è un gran professionista..." o "Non esistono più le mezze stagioni...". Un po poco x farlo diventare il campione della libertà, non ti pare? (downtown.blog.tiscali.it)

Inserito: giovedì 7 gennaio 2010 alle: 18:17
Autore: alberto ritteri
Commento: Caro Diego, apprezzo la sintesi giornalistica della tua domanda aperta al presidente Fini. Credo che l'intuito e la sensibilità politica e sociale del nostro Gianfranco agiranno , ma solo al momento giusto. Agire troppo presto sarebbe grave errore. Le avanguardie culturali sempre sentono in anticipo i nuovi venti spirare. Ma le evoluzioni/rivoluzioni sono possibili ed efficaci solo quando la maturazione avviene su una scala più larga. Anche qui ci vuole una massa critica al di sotto della quale certe reazioni chimico sociali non avvengono compiutamente. Agire troppo presto significa diminuire la probabilità di successo, significa favorire il rigetto di nuove idee per incistamento protettivo e quindi enucleazione dal contesto attivo. Ho fiducia e speranza che Fini sviluppi un pensiero alto, capace di vincere sui fatti e sui contenuti il vuoto quasi pneumatico di politici capaci solo di fare il portaborse, incapaci di pensare agli altri ed in questo incapaci di fare vera politica. Conosciamo bene questi personaggi di piccolo cabotaggio, spesso ondivaghi, concentrati sul mantenimento della scia creata da altri, alla ricerca della ribalta che consenta loro la prosecuzione dei loro privilegi.

Inserito: giovedì 7 gennaio 2010 alle: 18:01
Autore: Andrea Cerquetti
Commento: Caro Diego, la tua domanda - che immagino aleggi già da tempo nella mente di molti italiani - chiama altre domande: E se il Presidente Fini mollasse il PDL, con chi si apparenterebbe? E chi sarebbe disposto ad accoglierlo? E a quali condizioni? E se se si mettesse in "proprio", chi darebbe credito e fiducia ad un ex missino? E se ciò fosse un presupposto per una SERIA riflessione sull'attuale situazione politico-sociale del paese, la gente lo capirebbe/accetterebbe? Saluti cari, Andrea.


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