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| D'ALEMA E LA MORTE DEL SOGNO |
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A dispetto della sua intelligenza, Massimo D’Alema non si avvede dell’autoreferenzialità della sua pratica politica. Costruisce un suo teorema e, sulla base di questo, si adopera con fredda ostinazione in una serie di tatticismi che non solo ignora del tutto il calore di cui ha (sempre più) bisogno la parte politica a cui appartiene, ma anzi punta (sempre più) a spegnerlo.
Credo che ciò risponda ad alcuni aspetti caratteriali, prima ancora che a indifferenza o, peggio, a gusto per la sconfitta. Semplicemente, non se ne avvede. Va avanti convinto delle sue ragioni.
Eppure, la realtà sta lì a dimostrargli che quella non è, o non è più, la strada giusta.
Il teorema di D’Alema parte da un’analisi condivisibile: la sinistra, da sola, non raggiungerà mai il quorum necessario per governare e l’unica via di uscita, in questo senso, è un’alleanza con il centro, che attualmente identifica, grosso modo, con l’UDC di Casini.
La strategia da perseguire, dunque, è quella di allearsi là dove è possibile, oggi intanto per le prossime elezioni regionali, e in vista di quelle nazionali, con l’UDC . La tattica però, nei fatti, diventa quella di favorire il più possibile le occasioni di alleanza con l’UDC. A costo di dare il culo. Così dimenticando, D’Alema, di passare da una fase di attore di una strategia a una di sottomissione alle richieste altrui.
E’ un modo di fare politica, questo, che è purtroppo una costante di D’Alema.
L’esempio maggiore a riguardo è stata la Bicamerale, in cui D’Alema da regista qual’ era all’inizio, ha finito per essere la comparsa di un film in cui il vero protagonista, nel disastro, è stato Berlusconi.
Ma è solo uno dei tanti esempi. Vogliamo ricordare i suoi tatticismi alle spalle del primo governo Prodi che avrebbero portato alla sua troppo prematura caduta? Caduta, che sfociò in cosa? Prima a un governo D’Alema, dopo qualche tempo dimissionario in seguito a elezioni amministrative in cui la sinistra uscì – guarda un po’! - perdente e, poi, a un governo Amato che avrebbe aperto le porte al secondo Berlusconi.
E il suo concorrente, in quelle elezioni, non era un rivoluzionario, ma l’eterno transfuga, centrista, a cui dà i brividi la parola “sinistra”, Francesco Rutelli.
La stupidità tattica di D’Alema, mi dispiace dirlo, è stata tale che, a causa di quella sua breve, fallimentare esperienza di premierato, si è giocato la possibilità nel futuro di essere il candidato concorrente a Berlusconi.
Il copione oggi si sta ripetendo con la Puglia. Non è bastata l’esperienza precedente in cui alla presidenza della regione, al posto di Nichi Vendola, voluto dalla base, D’Alema si era strenuamente battuto per imporre un suo pallido burocrate di partito, nella convinzione che un “estremista” non avrebbe portato i voti che Nichi Vendola invece ha portato. No. Ora sta brigando, è andato giù in Puglia apposta, per convincere Nichi Vendola a non ricandidarsi, perché l’UDC non lo vuole.
Ancora una volta sottomissione, naturalmente scambiata per grande tattica. Una tragica coazione a ripetere che D’Alema, nella suo ormai autismo politico, crede essere figlia della ragione politica e della stessa presunta intelligenza il cui raccolto si fa, di volta in volta, sempre più scarso.
Il guaio, in queste condizioni, è che D’Alema, come ha dimostrato l’elezione di Bersani alla segreteria del PD, ha grande influenza nei rapporti interni di potere. Per cui siamo lì, per quanto riguarda adesso la Puglia, ma poi sarà per altre parti, che si paventano altre combinazioni diverse da Vendola, purché il candidato, e la posta in gioco, soddisfi, non i pugliesi, ma l’UDC. Che da quel momento, col suo 5 o 6 per cento, sarà sempre il padrone del campo.
Purtroppo, però, quando parliamo di coazione a ripetere, parliamo di un agire frutto di traumi profondi. D’Alema dovrebbe sottoporsi a una lunga terapia psicanalitica per uscirne, ma l’età di cui gode non ci garantisce il risultato che riesca a superare il trauma in tempo per guidare davvero la sinistra di questo paese. Sinistra della quale sarebbe il leader naturale.
Il fatto è che D’Alema è troppo figlio di un togliattismo minore, tutto tattico, freddo e, a causa della sua autoreferenzialità, di bassissimo profilo. Il paese vero, che ha altre necessità, tra cui quella necessaria a liberare energie, di sognare, è lontano da lui, per il quale esistono solo i riferimenti di potere e le relazioni con essi.
Eppure, se Massimo D’Alema riuscisse a liberarsi di tutto ciò, non dico anteponendo, ma accompagnando la sua intelligenza politica con la capacità di saltare oltre gli ostacoli che egli stesso si pone, dando pieno sfogo al sogno di giustizia sociale e di libertà che fin dalla giovinezza si porta, ora inutilmente, dentro e che rappresenta la speranza profonda del suo popolo, farebbe alla sinistra, ma più ancora al Paese tutto, un bene infinitamente più grande di quello che crede di fare giocando nel cortile del palazzo. |
Commenti sulla News (27)
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Inserito: domenica 20 dicembre 2009 alle: 11:53 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
in questo spazio si sono affacciate persone che mi hanno insegnato ed aiutato a credere che il sogno civile è possibile per l'esistenza di una sparuta minoranza, il signor Maurizio Lo Re è tra questi. Ma il nostro sogno viene violentato, ancorchè da un duomo in miniatura nella sua violenza fisica, da un concetto di inciucio nella sua violenza morale ed intellettuale e politica quando questa è pura delinquenza per fini personali. L'anno 2009 sta per chiudersi e per le mie vicende personali mi coglie in un sorriso meravigliato, per le vicende politiche ci porta due certezze, la prima è la conferma della natura delinquenziale di silvio berlusconi e la seconda è che massimo d'alema è funzionale ai disegni di quest'uomo ed al suo delitto politico, morale e civile. Non ho altro da dire. Ai miei amici, compagni di percorso e sentiero, auguro Buon Natale , in questi amici, credenti o no, ho colto l'attenzione e se vogliamo, l'amore per il prossimo, per l'insieme; per l'anno prossimo non vale nessun augurio, pragmaticamente, come direbbe il signor Gironda, ci regalerà nuove infamie. Un bel saluto Toto
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Inserito: sabato 19 dicembre 2009 alle: 19:23 |
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Autore: Maurizio Lo Re |
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Commento:
Purtroppo D’Alema ha colpito ancora, dimostrando che la troppa intelligenza politica equivale a stoltezza. Non si possono accettare le sue espressioni gratuite e ingiuriose, a giustificazione della sua tesi di "inciuci utili al paese", impediti a suo dire, dal "predominio di una cultura azionista che non ha mai fatto del bene".
D'Alema dimentica che l'azionismo è stato tra i motori principali della resistenza e della ricostruzione dell'Italia liberata dal nazifascismo, col contributo del sangue di tanti azionisti: quei martiri che consentirono con la Costituzione che ora si vorrebbe stravolgere, di affermare in primis il principio di uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge.
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Inserito: mercoledì 9 dicembre 2009 alle: 15:10 |
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Autore: Maurizio Lo Re |
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Commento:
Il Signor Carloni chiede, con molto scetticismo, in che cosa Obama si distingua dai suoi predecessori.
Il discorso sarebbe troppo lungo e pertanto mi limito a citare tre punti che balzano agli occhi: 1. la riforma dell'assistenza sanitaria, che negli USA è una vera vergogna (ci provò anche il democratico Clinton, senza metterci la sua faccia, ma delegando la moglie a questo scopo); 2. il capovolgimento della politica USA sull'ambiente; 3. la fine, o almeno un'attenuazione dell'unilateralismo in politica internazionale.
Quanto a Guantanamo, la cui chiusura è necessariamente graduale, dovendosi trovare soluzioni ad hoc per ciascun prigioniero, che non può essere processato negli USA, è il colmo che se ne faccia una colpa ad Obama, tacendo sul suo predecessore che ha prodotto quella vergogna. Sarebbe come imputare agli alleati di non aver svuotato in un giorno i campi di concentramento nazisti, ma di aver atteso alcuni mesi.
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Inserito: mercoledì 9 dicembre 2009 alle: 14:21 |
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Autore: giorgio castriota |
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Commento:
Obama, diversamente da tutti gli altri presidenti, vuole dare l'assistenza sanitaria gratuita anche ai circa 40 milioni di americani (i poveri) che ancora ne sono privi. E sembra ci stia riuscendo. Quanto poi alla restrospettiva degli ultimi 60 anni: dire che tutti i partiti hanno fatto schifo, hanno rubato, hanno fatto schifo, e dunque questo sta seguitando anche oggi, destra o sinistra, (questo sembra dire il signor Carloni, come tanti altri milioni di italiani che votano il peggio che oggi c'è in Italia)equivale a dire che mi trovo bene nello schifo e non cerco di uscirne scegliendo i meno peggio.
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Inserito: sabato 12 settembre 2009 alle: 10:55 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
egregio signor Carloni, metterla in caciara non mi piace e quelli che la mettono in caciara fanno figure meschine se con la turlindana girano a vuoto, il ministro la Russa docet, se ha visto ieri ballarò inutile che spieghi la piazzata sui puntini e la figuraccia. Prima cosa sul paragone: a Mussolini dò dei meriti ai fini dell'educazione civica ed a Berlusconi il massimo del demerito (prenda da ultimo il pensiero espresso ieri dal santo Padre. Spero di aver fatto chiarezza su una sua affermazione, non corretta se mi rilegge). Circa il suo appoggio incondizionato in Afghanistan ne vorrei capire interessi e motivazioni, Lei per gli USA parla di interesssi di bottega, dunque ci sono,non credo sia il nostro caso, il governo di dice che siamo lì nell'interesse di quel popolo e della pace. le lascio il compito di correggermi e nel contempo di illuminarmi sui nostri interessi di bottega. La ringrazio, altra cosa io fui uno di quelli che votai per Cicciolina, una escort, ma allora non si diceva così,la vedevo bene in Parlamento (lì non si legifera, si batte! nel consociativismo, ovviamente, ) e di esempi ORA ne abbiamo. Devo fare dei nomi? Il senatore Guzzanti parla di mignottocrazia, esagerato? Attenzione può sembrare la mia una provocazione, ma cito fatti non opinioni. Sempre un bel saluto Toto
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Inserito: sabato 12 settembre 2009 alle: 10:19 |
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Autore: Diego Zandel |
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Commento:
Caro Massimo, non solo non mi vergogno di aver dato a suo tempo il voto al PSI: ci credevo ciecamente (ero giovane). Fino a che non è arrivato un certo Craxi. Credo che ci sia una bella differenza tra il PSI di Nenni, Lombardi, Giolitti e quello di Craxi, Martelli &Co. Io entrai nel PSI dopo la disunificazione socialista. Non approvavo l'unificazione tra PSI e PSDI, quest'ultimo da me considerato partito delle clientele e del sottogoverno. Pensavo che la disunificazione avrebbe estirpato il cancro... Mi sbagliavo. La metastasi s'era diffusa, infettando l'intero paese. Ora siamo alla devastazione. Verrebbe voglia di abbandonare tutto, di infischiarsene. La maggioranza degli italiani non solo non gliene frega niente di avere un premier inquisito per diversi gravi reati, né che sia sceso in campo per evitare i processi e utilizzi il parlamento e il ministero della giustizia ai propri fini personali (che furbo!), né gliene frega del conflitto di interessi, del modo di governare per spot, per annunci e rappresentazioni spettacolari, ma addirittura lo applaude. Se, non me ne infischio (pensa che liberazione sarebbe!) è per rspettare la memoria di coloro che in condizioni ben peggiori - penso al periodo fascista o nella lotta alla mafia - sacrificarono la loro vita nella convinzione che questo paese poteva essere migliore. Io sto con quegli italiani. Al contrario di loro, però, senza più illusioni. Non ci sono riusciti Gramsci, Matteotti, Buozzi, i fratelli Rosselli, Nenni, Lombardi, Pertini, Berlinguer, a cambiare gli italiani, figurati le controfigure di oggi. Ma non è neppure questo. Non ho illusioni perché ormai mi sono convinto che la maggioranza degli italiani è sempre quella che ha lasciato che il fascismo si espandesse, che nella democrazia prevalesse il clientelismo, gli interessi personali, il malaffare, la furbizia. Berlusconi è lo specchio di questo paese.
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Inserito: mercoledì 12 agosto 2009 alle: 18:29 |
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Autore: Massimo Carloni |
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Commento:
Caro Diego,
i 60 anni della DC (alla quale non mi vergogno di aver anche dato a suo tempo il voto) sono stati accompagnati da 50 anni di partiti laici e almeno 40 anni di PSI (al quale immagino anche tu non ti vergogni di aver dato il voto). Al centro, ma soprattutto in periferia, con il consociativismo anche il PCI (c'è qualcuno in questo forum che non si vergogna di avergli dato il voto?) per almeno 20 anni ha partecipato alla spartizione della torta. Quindi, a meno di non voler esaltare gli unici che ALLORA non godevano della spartizione generale (cioè Lega e MSI poi AN ora scomparso), non so chi si possa salvare dalla condanna generale.
Su Obama: il problema, caro signor Dal Tio, non è mio, visto che sono stato semrpe favorevole all'intervento in Afghanistan, ma di chi, in Europa, ha salutato l'avvento di Obama come la Buona Novella con tanto di accompagnamento di Nobel alle Buone Intenzioni.
Io, viceversa, ho sempre ritenuto che un presidente o uomo politico americano fosse innanzi tutto un americano (che difende i suoi interessi di bottega), poi un democratico e infine, ma particolare invero trascurabile, uno WASP, un nero o un ispanoamericano.
E quindi l'infatuazione europea e della sinistra italiana per un uomo che tiene aperta Guantanamo, protegge gli agenti CIA nelle famose missioni sporche, interviene in Afghanistan, china il capo davanti alla Cina su ambiente e diritti umani, eccepisce (tramite il suo segretario di Stato) sul sistema giudiziario di un paese amico e alleato mi riesce incomprensibile. Cos'ha fatto, in concreto, Obama di diverso rispetto a tanti altri presidenti americani? Mah.
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Inserito: venerdì 12 giugno 2009 alle: 10:53 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
stamane dal Giornale del mafioso vengo a sapere che sono un amico di Spatuzza e, come dargli torto, che 59.700.000 italiani sono dalla parte di berlusconi. Tutto giusto ogni parla al suo posto, la MAFIA è questo bellezze. Buona domenica, Toto
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Inserito: martedì 12 maggio 2009 alle: 19:09 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
caro Diego oggi a S.Giovanni la gente del sogno c'era, anch'io c'ero. Ho prodotto una buona documentazione fotografica, poi ognuno potrà formulare il numero dei partecipanti. Sento la voce bianca di capezzone, gli auguro di non capitarmi a tiro. Un saluto Toto
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Inserito: martedì 12 maggio 2009 alle: 13:22 |
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Autore: Diego Zandel |
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Commento:
Senza dimenticare, naturalmente, i 60 anni di grande adesione alla Democrazia Cristiana e dintorni, ovvero a una politica basata sulle clientele e suscettibile di corruzione.
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Inserito: martedì 12 maggio 2009 alle: 11:08 |
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Autore: Diego Zandel |
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Commento:
Vorrei spezzare una lancia a favore di Massimo Carloni, condividendo una cosa che ho più volte detto in questa sede (e molto di più privatamente, tra amici): e cioè che gli italiani sono "infettati" per usare il termine di Carloni. Ma non da oggi. Negli anni Venti nessuno - a parte pochi uomini eccellenti che però non fanno un popolo - si oppose a una banda di squadristi incolti e a un esaltato che s'era inventato il ritorno alla grandeur dell'impero romano. Oggi, sempre quel popolo, esalta un uomo inquisito per reati gravissimi, ma non gliene può fregare di meno, per il solo fatto di tenere lontani i (fantomatici) comunisti, che poi sarebbero coloro che nell'immaginario collettivo non è che porterebbero il socialismo (magari! ma quando?) o a tassare i grandi patrimoni come in altri paesi europei )seee, figurati!) bensì solo e forse, forse, a evadere un po' di meno il fisco, forse a far rientrare un po' il debito pubblico e a offrire qualche servizio in più ai meno abbienti. Perché anche nell'opposizione, gli italiani sono sempre quelli, furbi, individualisti, incapaci di guardare oltre il proprio cortile. E se qualcosa, uno straniero, un omosessuale, turba la loro tranquillità, votano la Lega, gente come Bossi, Borghezio, Calderoli, Gentilini e compagnia...
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Inserito: martedì 12 maggio 2009 alle: 07:17 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
egregio signor Carloni, il numero mille mi ha fatto pensare alla storia (servivano mille morti, ricorda?), quella di allora che ci portò dentro la tragedia della 2° guerra mondiale e quella di oggi pensando alla finanziaria (attenzione, non si doveva modificare nessun capitolo di spesa! ora non mi sfugge quanto possano costare 1000 e passa uomini in un teatro di guerra e noi, si dice, sempre per portare la pace e la democrazia; ma mi scusi, ma proprio così coglioni dobbiamo essere per credere a stronzate del genere? mi passi la volgarità, ma è evidente che ci siamo bevuti la parte raziocinante. Non è bastata l'infamia dell'IRAQ che di per se è stato, almeno per il popolo irakeno, un vero e proprio olocausto, sterminio?). Circa Obama lei polemicamente lo mette in ballo, ne ha ragione, in fondo neanche Lei ora sembra non credere alle frottole della lotta al male ( e di CERTO, quale?), sono certo comunque che la sua coerenza con il passato le farà approvare la guerra in Afghanistan, o no? (anche Busch, documenri inconfutabili alla mano ed alla berlusconi aveva la verità in saccoccia! snocciolava numeri e sondaggi e sempre sto popolo sovrano dalla sua parte! azz!) dunque molto meglio che la seguiti un premio Nobel molto più credibile, o no? Difficile ragionare con la sua scuola di pensiero, ma fare polemica è facilissimo. Circa citare Mussolini e Berlusconi, io una differenza a flash la vedo subito per il vissuto e non per sentito dire, e il vissuto è anche l'immediato dopoguerra, il duce provò e lavorò per educare CIVICAMENTE gli Italiani, e Berlusconi per le evidenze e gli interessi propri ha contribuito a dismisura per diseducarli. Lei, se ben ricordo, è applicato alla didattica, nelle frequentazioni giornaliere potrà verificare. Un saluto Toto
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Inserito: domenica 12 aprile 2009 alle: 19:33 |
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Autore: Massimo Carloni |
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Commento:
Perché - vecchia abitudine dura a morire in certi settori politici nostrani - mi si vuol far dire le cose che non ho detto? Non ho innalzato un peana a Berlusconi: ho solo constatato - realisticamente - che le sue tv hanno avuto successo perché ha saputo intercettare un cambiamento che era già in atto nella società italiana. Il valore morale del cambiamento non era oggetto dell'intervento. In sostanza cercavo di dire che non è stato lui che ha infettato gli italiani: questi ultimi erano ahimgià predisposti a lasciarsi infettare - nel migliore dei casi - o già malati; Berlusconi non ha fatto altro che trarne le conseguenze imprenditoriali (quali che siano le origini del suo patrimonio).
Sull'invio dei soldati in Afghanistan vorrei capire perché il PREMIO NOBEL PER LA PACE Obama ne manda 30.000 e non gli si rimprovera neanche un po' la "lieve" contraddizione; noi ne manderemo 1.200 (con tutti dovuti distinguo) e Berlusconi è paragonato a Mussolini. Che si usino come al solito due pesi e due misure nel giudicare amici e nemici? Col criterio del signor Dal Tio dovremmo chiedere a gran voce la revoca del premio a Obama: o no?
Nel
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Inserito: domenica 12 aprile 2009 alle: 14:17 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
caro Castriota, essere costretti all'abbandono significa essere oggetto di infinita violenza in questo paese di menzogne e privilegi devastanti. Sento Dell'Utri che anticipa Spaduzza dichiarando che il pentito lavora per la mafia. Vero? non vero? poi pensi alle elezioni, ai risultati in SICILIA, PdL piglia tutto, fanno il pieno e le briciuole al Cuffaro. Poi, penso sempre, conosco la sicilia per averci lavorato, sai per certo che la mafia esiste ed è un sistema che tutto investe e coinvolge, anche la chiesa, parentele son parentele e la famija innanzi tutto. Mi resta difficile pensare che la mafia abbia dato ordine a non votare o votare scheda bianca.... il ragionamento-denuncia di Dell'Utri porta a questo ed è evidente che i conti non tornano (ma sta mafia per chi ha votato?). Aspettiamo stasera i CAGA nel loro panino in TV ci spiegheranno l'arcano... semplice semplice sta cazzu di magistratura ma chi cazzu jè? fottuti toghe rosse sono!!!!!!. I beati angelici del PdL andranno a dormire tranquilli, loro pragmatici sono! Sempre un bel saluto agli amici che sono sullo stesso sentiero, Toto
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Inserito: venerdì 4 dicembre 2009 alle: 13:03 |
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Autore: giorgio castriota |
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Commento:
caro Dal Tio: ...e poi leggi la lettera di Pierluigi Celli al figlio in cui lo invita a lasciare l'Italia e dici: ha ragione!
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Inserito: domenica 12 aprile 2009 alle: 09:12 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
ti svegli e leggi sul televideo: MILLE SOLDATI A KABUL (magari con la bandiera italiana e la croce, per testimoniare che ogni giorno il Cristo è tradito ed ogni giorno il Cristo è sulla croce). Poi pensi ai mille morti ipotizzati da Mussolini per sedere al tavolo della vittoria; poi pensi ai bravi del delinquente in ANNO ZERO di ieri sera. Poi pensi al domani a S.Giovanni, ad esserci per provare a respirare in questo lezzo di morte accettato con pragmatismo. Un saluto Toto
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Inserito: giovedì 3 dicembre 2009 alle: 17:06 |
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Autore: giorgio castriota |
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Commento:
P.S.: Quando nel 93 il "bravo inprenditore" che "si è fatto da solo" Berlusconi ha deciso di entrare in politica era sull'orlo del fallimento con le sue aziende con una esposizione finanziaria con le banche ormai insostenibile e sapeva che aveva il fiato sul collo di diversi tribunali e quindi rischiava la galera. Insomma era sull'orlo del fallimento e il suo amico Craxi non poteva più aiutarlo perchè faceva i bagni di mare in Tunisia.
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Inserito: giovedì 3 dicembre 2009 alle: 16:49 |
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Autore: giorgio castriota |
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Commento:
Per il signor Carloni che (come sempre) elogia le capacità Berlusconi: vogliamo finirla di dire (per favore) che LUI si è formato da solo come imprenditore ed è stato bravo, quando invece è dimostrato ed è noto ormai che ha goduto di enormi capitali di ignota (si fa per dire) provenienza e di leggi (il decreto Craxi e la Mammì) fatte apposta per lanciarlo nel mondo dei media in regime di quasi monopolio? Per non parlare dei metodi "spregiudicati" (leggi illeciti) con i quali ha conquistato tutto il resto (sentenza Mondadori, evasione fiscale, ecc.). Su D'Alema sono d'accordo che è un guaio per la sinistra (ricordo che in anni lontani fu spedito da Berlinguer a lavorare in Puglia per toglierselo dalle scatole), ma dire che il berlusconismo sia colpa sua mi pare troppo. Sono convinto invece che la grande responsabilità di avere aperto la strada a Berlusconi, dopo il primo breve governo, è dell'ineffabile e telegenico Bertinotti che ha fatto cadere il primo governo Prodi. Quando lo vedo in TV cambio canale.
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Inserito: giovedì 12 marzo 2009 alle: 13:16 |
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Autore: Diego Zandel |
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Commento:
Bravo dal tio. E' importante sottolineare che quanto esorime OGGi l'on. Fini appartiene alla categoria del vivere civile. La destra che per questo lo taccia di comunista dimostra la barbarie in cui vive (e dalla quale Fini è uscito pagando il prezzo dell'isolamento della sua parte e ora il boicotaggio). Quanto a D'Alema, non nei sogni, ma nella realtà c'è tutta una componente di sinistra, una galassia, che numericamente è più ampia di quello che - dando il culo - può venire dal centro. Con il quale poi un'alleanza programmatica di governo si può fare, ma senza cedere ai diktat, come nel caso della Puglia.
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Inserito: giovedì 12 marzo 2009 alle: 09:39 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
a Massimo Carloni vorrei dire, circa l'On.le Fini, quello che dice non è di sinistra o di destra è soltanto qualcosa che appartiene all'anima civile del popolo Italiano. Ho la presunzione di ritenere che la parte migliore del popolo è dietro quella scuola di pensiero che possiamo chiamare, citando Vito Mancuso, la religiosità civile. Io il giorno 5 sarò in piazza semplicemente per questo. Vorrei ricordare il mio punto di vista:a me, come cittadino, non interessa vincere (vincere che?), a me interessa quel qualcosa che faccia aumentare di valore del vettore che rappresenta l'anima in crescita del livello civile di un popolo (questa sì la posso considerare una vittoria!). Se questo avviene è una festa; taccio sulla tristezza ed anche rabbia che mi procurano gli uomini politici, vedi i CAGA , che mi appaiono puntualmente sulla TV (come sarebbe bello uno sciopero sullo spegnere, magari per un mese, le TV). Circa D'Alema non è il solo rappresentate del fallimento della sinistra, quell'uomo appartiene al suo ego gigantesco, incapace di ascoltare e rappresentare un popolo che continuamente chiede pulizia morale ( sono stato nelle file delle primarie e la domanda di fondo è sempre questa:pulizia morale). Il linguaggio della borgata non è fine ma esplicito, direi che d'Alema è un infame dell'ideale di sinistra, è il tradimento dell'insieme come concetto ed è su questo che naufraga quasi tutta la sinistra anche quella del singolo cittadino elettore. Circa Di Pietro il personaggio rappresenta istanze civili, di destra? di sinistra? la cosa per me non ha importanza; ritornado a Fini posso solo dire la con lui la Destra oggi ha dimensione civile ed i cittadini di Destra hanno rappresentanza. La sua posizione, come quella di Di Pietro, sono civili e tanto mi basta. Un bel saluto Toto
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Inserito: giovedì 12 febbraio 2009 alle: 19:48 |
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Autore: Massimo Carloni |
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Commento:
Mai avrei pensato di dover tentare una difesa di Massimo D'Alema, politicamente distante da me anni-luce e umanamente tutt'altro che simpatico. Ma addebitare quasi solamente a lui la crisi della sinistra mi pare troppo: così come dipingerlo come colui che ha spianato la strada a Berlusconi.
Berlusconi ha avuto successo come imprenditore a suo tempo non perché ha forgiato con le sue tv un popolo di sudditi, ma, viceversa, perché ha dato voce e visibilità a dei cambiamenti che, ci possano piacere o no, già esistevano nella società italiana. I vari programmi tv berlusconiani, da Drive In al Grande Fratello, hanno avuto successo perché c'era già il pubblico pronto ad accoglierli; e poi Forza Italia ha avuto successo perché, dopo il collasso dei partiti al governo per 40 anni, ha fuso in un partito accentratore e "leggero" tutti coloro che, per diversi motivi, cattolici, laici e socialisti, non ne volevano sapere della sinistra di Occhetto.
D'Alema, realisticamente, ha preso atto della situazione e ha cercato di salvare il salvabile: non perché amasse alla follia Berlusconi, ma perché riteneva non si potesse fingere che non esistesse. Lo stesso realismo, appunto, togliattiano che portò all'amnistia per i fascisti, all'accoglimento nella Costituzione del Concordato, etc. etc.: perché era quella l'Italia del dopoguerra, non quella sognata nell'esilio moscovita.
Col senno di poi si può dire che D'Alema abbia fallito: ma quale politico di centro-sinistra ha avuto successo in questi ultimi decenni? L'ex radicale e neocattolico Rutelli? Il postcomunista "kennediano" Veltroni? Il movimentista Bertinotti? Il populista Di Pietro? Vedo intorno gente di sinistra che addirittura sta elevando un monumento a Fini: ed è tutto dire per colui che fino a qualche anno fa era ancora il "fascista".
E' tutta colpa di D'Alema: o lui non è stato altro che il curatore fallimentare di un progetto abortito?
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Inserito: martedì 1 dicembre 2009 alle: 09:37 |
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Autore: Luciano |
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Commento:
Un eccellente commento che condivido in pieno e aggiungo di più, il sopsetto che il disastro causato alla sinistra da quest'uomo non sia solo il frutto della cecità politica di cui parli ma di una sotterranea convergenza con l'avversario...D'Alema è dopo Berlusconi il politico che più detesto è quello che regalato la Telecom ai rampanti bresciani aprendo di fatto il saccheggio dell'azienda, D'Alema è colui che con la sceneggiata della bicamerale non ha fatto la legge sul coflitto d'ineteressi ed ha fatto vincere berlusconi....D'Alema dovrebbe essere cacciato a calci nel sedere...
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Inserito: lunedì 30 novembre 2009 alle: 15:07 |
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Autore: giorgio castriota |
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Commento:
Caro Diego, concordo. Aggiungo una considerazione: D'Alema, e Bersani, fanno finta (perchè?) di non vedere quel grande partito (circa il 35%) composto da coloro che ormai da anni hanno deciso di non votare o votare scheda bianca. Perchè, anzichè guardare all'UDC, nessuno a sinistra (si fa per dire!) si domanda come mai tanta gente non vota più, quando invece l'Italia era uno dei pochissimi Paesi occidentali che raggiungeva l'80-85% di votanti alle elezioni politiche e amministrative? Azzardo una risposta: perchè i vari D'Alema, Veltroni, Bersani, ecc., hanno perso ogni legame con le loro radici e, praticamente, non sono più "di sinistra" (se mai lo sono stati, anche quando erano nel PCI, come disse apertamente una volta Veltroni).
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Inserito: lunedì 30 novembre 2009 alle: 14:05 |
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Autore: giacomo martini |
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Commento:
sono sempre stato convinto che D'alema sia un personaggio corrotto e il maggiore responsabile della crisi della sinistra e dell'avanzata di Berlusconi. dovrebbe scomparire invece con la segreteria Bersani avrà ancora un ruolo importante. L'unico interesse che ha è il potere personale e per quello venderebbe anche la madre.....
parlarne ancora è un'inutile perdita di tempo.
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Inserito: lunedì 30 novembre 2009 alle: 13:10 |
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Autore: alberto ritteri |
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Commento:
Caro Diego, mi associo oggi pienamente alla tua bella analisi. Temo che la speranza di un mutamento di specie e di comportamento per D'alema sia totalmente contrario alla sua natura. Coazione a ripetere, dunque, come ben dici.
Visto da un punto di vista Andreottiano, egli , nella sostanza dei comportamenti, sembra più un alleato occulto di Berlusconi che un suo antagonista. Birds of a feather flock together. Anche io faccio un voto da centro destrista quale sono : che Berlusconi elabori prestissimo una nuova strategia per lasciare acconciamente le scena e per consentire all'Italia di normalizzare le attuali insostenibili anomalie. Dentro Berlusconi esistono, sono certo, non solo lati oscuri ma anche lati chiari. Una vera arroganza positiva politica per lui, oramai ricchissimo e potente, potrebbe anzi dovrebbe passare solo per nuovi atti di evidente interesse dei destini di noi cittadini italiani. Una sua forza storica focalizzata sulle positività invece che dispersa e distratta anche da interessi che non riguardano minimamente gli italiani medi - anzi!! - porterebbe a ben diversi risultati. Di sostanza e di immagine.
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Inserito: lunedì 30 novembre 2009 alle: 10:24 |
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Autore: Maurizio Lo Re |
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Commento:
Caro Diego,
sono totalmente d’accordo sulla tua analisi e sul tuo giudizio relativo al carattere di D’Alema. Purtroppo, i suoi aspetti caratteriali sono molto comuni ai politici, anche meno noti, ed io ne ho conosciuto tanti nel mio lavoro. Certo, il mal comune non è un mezzo gaudio, per chi aspira a vedere la sinistra ben governata, affinché possa candidarsi a ben governare il Paese. Penso che il purgatorio sarà ancora lungo, ma non disperiamo.
Di questo purgatorio fa parte anche la mancata nomina di D’Alema a ministro degli esteri europeo, un incidente di percorso da cui il nostro esce personalmente a testa alta. Cionondimeno, non si può evitare di riflettere sule cause della sconfitta, che a mio parere sono quattro, tutte male auguranti:
1. L’irrilevanza dell’Italia sulla scena europea.
2. Il corrispondente consolidarsi del trio Francia-Germania-Inghilterra, che decide le questioni più importanti.
3. La deliberata scelta di personalità di basso profilo, Van Rompuy come presidente e la baronessa Ashton come ministro degli esteri, che non sono suscettibili di disturbare i suddetti tre grandi manovratori.
4. La preferenza accordata dai governi socialisti ad uno dei loro, piuttosto che ad una personalità di alto profilo come D’Alema, ma non espressione di un governo e per di più non facente parte del Partito Socialista Europeo, bensì solo del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo (dando così quasi ragione a Rutelli, che si era fieramente opposto a questa soluzione).
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Inserito: lunedì 30 novembre 2009 alle: 08:50 |
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Autore: antonio dal tio |
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Commento:
caro Diego inutile girarci intorno, D'Alema, certamente molto intelligente, è mancante di spiritualità civile ( mi citavi un pensiero virgolettato di Vito Mancuso, che ora applico al baffino). Come cittadino attento al civile non posso farmi rappresentare da personaggi alla D'Alema ed oggi il PD è questo, incapace di anima e progetto. Se la vogliamo dire tutta, sono questi personaggi alla Bertinotti, tanto per allargare lo stereotipo, che hanno soffocato l'anima del mondo che produce e lavora ed ha senso del diritto e del dovere. Se la corruzione ed il privilegio oggi la fanno da padroni lo si deve a questi figuri. Il berlusconismo si è trovato la strada spianata per sviluppare la sua potenza, che al momento non mi sembra arrestabile. Anche il fascismo nacque con queste dinamiche ed è una storia tutta italiana, se vuoi. Ho letto il caffè di Sindona, come non intuire alcune evidenze nel sistema di potere ed arricchimento: capitali senza odore, voglia smisurata di potere, centri di comando quali la P2, vaticano-IOR", partiti, massoneria, mafia (come da processi e documenti). Pedine intelligentissime e spregiudicate in azione, penso alla fine dei Sindona, Calvi; in fondo usate come limoni e poi gettate via, alle loro capacità di corruzione, ai loro errori, alla loro fine. In politica quel che mi resta è pensare al possibile errore di Berlusconi (credo anche lui usato) al tipo di fine e se sarò ancora in vita per osservarla. In certi percorsi umani ci vedo simili storie, protagonismi e capacità e tra questi protagonismi la storia e l'intelligenza dei D' Alema scompaiono al confronto; uno fu il salvatore della lira, l'altro è l'unto del signore, uomo della provvidenza (quanta chiesa lo pensa!). Il nostro eroe comunista si bea nel suo tragico e ridicolo: "facci sognare" confuso tra spettatori in una tribuna di calcio. Un bel saluto Toto
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