Capisco Gianfranco Fini. Anch’io, tante volte, sarei portato a dire “stronzi” a razzisti e xenofobi, perché non saprei come altrimenti definire chi, come ad esempio Bossi, Borghezio, Calderoli, Castelli, Maroni, Salvini, Cota e i leghisti in genere, crede di appartenere a una razza diversa e superiore rispetto ad altre, definisce l’essere umano sulla base del colore della pelle o del luogo di provenienza, considera se stesso una specie da tutelare da ogni contaminazione straniera.
Però lungi da me il solo pensarlo , figurarsi dirlo, come Fini, o addirittura scriverlo. Perché se dovessi dare degli stronzi alle persone su nominate, che cosa dovrei dire di tutti quei cittadini che li votano? Perché uno potrebbe pensare che solo uno stronzo che più stronzo non si può, davvero, può mandare un Borghezio o un Salvini ai vari parlamenti o eleggere sindaci come Gentilini e similia. Come se tremila anni di cultura fossero passati invano. Si può crederlo? No. Anche perché sarebbe ingiusto da un punto di vista politico. La democrazia ha questo di bello: che offre a tutti la possibilità di esprimere se stesso.
Perciò, al contrario di Fini, me ne guardo bene dal dire che razzisti e xenofobi sono stronzi.
Perché altrimenti dovrei dire la stessa cosa di tutti coloro che liberamente affidano le sorti del loro paese nelle mani di un tycoon delle televisioni convinti che lui è lì per risolvere i problemi dell’Italia e non i propri, con la giustizia e gli affari che gestisce. Ma non lo penso, tanto meno lo dico e lo scrivo.
Anche perché si potrebbe pensare che, invece di essere stronzi, è gente che guarda al proprio tornaconto immediato, ai piccoli o grossi vantaggi che derivano da una politica che guarda solo agli interessi delle persone più abbienti, che diventano sempre più abbienti mentre tutti gli altri si trovano sempre meno nelle tasche e non solo.
Come fa, questa gente, a cominciare dal loro capofila, ad essere definita stronza. Anzi! Altrimenti, cosa dovrei dire di tutti quelli che, pur non avendo nessun interesse immediato da difendere, ma solo tutto da perdere, lo votano? La democrazia è la democrazia.
Tutt’al più potrebbero, tutti costoro, essere definiti stronzi nel momento in cui preferiscono un paese con tante disuguaglianze, servizi che non funzionano, corruzione diffusa, a un paese ben amministrato, in cui ciascun cittadino, invece di evadere le tasse e, soprattutto, essere considerato furbo per questo motivo, le paga nella misura giusta e, pretendendo efficienza e trasparenza, contribuisce a creare un paese in cui è bello vivere, in cui la giustizia e il controllo sociale è tale da ridurre al nulla le sacche di malavita.
Si sa, quest’ultima, organizzata o meno che sia, alligna là dove la distribuzione della ricchezza e fortemente diseguale, gli affari e i soldi si concentrano in poche mani e si è disposti a tutto pur di uscire da una disperazione che, alla fine, si alimenta di se stessa, così come si è disposti a tutto, a qualsiasi illegalità, pur di mantenere i propri privilegi, il lusso a cui siamo abituati, semmai facendo di tutto per accrescere ricchezza e potere.
Ma tant’è, la democrazia è la democrazia e va rispettata, ogni testa, ogni voto.
Anche se si potrebbe pensare che solo uno stronzo può preferire un paese del primo tipo, cioè caratterizzato da disuguaglianze di ogni tipo, corruzione e illegalità diffusa, a un paese diverso, migliore, civile.
Io però, a riguardo, non mi pronuncio, mi trattengo.
Anche perché, a farlo, mi si potrebbe obiettare: possibile che tutti questi stronzi sono concentrati in un solo paese, e con punte quasi tutte al nord? Si può davvero credere una cosa simile? No. E tanto meno dirlo o scriverlo.
E’ vero, a conferma che in Italia ci siano un gran numero di stronzi possono essere anche precedenti storici. Non è forse accaduto che mentre quasi tutti i paesi occidentali, quelli delle democrazie pluto-giudaiche ecc. ecc. erano liberi e democratici, in Italia si è lasciato tranquillamente che una banda di incolti esuberanti, dalle mani facili, marciasse su Roma e, per un buon ventennio, un uomo autoproclamatosi duce prendesse il potere, eliminasse i partiti, oscurasse l’informazione, ordinasse di uccidere Matteotti e i fratelli Rosselli e mettesse in galera o al confino una minoranza coraggiosa – che definiva anti italiani! - mentre tutti gli altri, la folla, la maggioranza, invece di respingerli, accorresse inneggiante sotto il balcone del capo ed ovunque questi andasse, lasciandogli la facoltà di promulgare leggi razziste e mandare tutto un popolo in una guerra disastrosa. Salvo poi, naturalmente, a dire, subito dopo, che loro non sono stati mai fascisti. Davvero, sarebbe da dire che i precedenti non sono a favore degli italiani... Ma me ne guardo bene.
Anche limitandomi ai razzisti e agli xenofobi, come ha fatto Fini, io mi trattengo. Dal pensarlo, dal dirlo e, soprattutto, dallo scriverlo.