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E’ un dato di fatto: con i governi Berlusconi quello che salta fuori sono le querelle con la giustizia e con l’informazione.
Nella logica del presidente del consiglio, entrato in politica per salvarsi dai debiti e dai processi per i diversi reati di cui è ancora accusato, l’equazione è molto semplice: ho vinto le elezioni, questo Paese è mio, guai perciò a toccarmi.
La giustizia subito tenuta a bada con l’ultimo lodo di turno, così da non dovermi mai presentare di fronte a nessun giudice, l’informazione, là dove il controllo non è proprietario, resa il più possibile docile, con l’asservimento o con la minaccia, a seconda dei casi.
Il disegno, su entrambi i fronti, è quello di rendere piatta la linea di accuse e critiche al premier, che deve essere esclusivamente incensato, pena il reato di lesa maestà, in termini, sia da parte del diretto interessato che del servitorame, da essere tacciati di antitaliani.
Basterebbe ricordare a questi sproloquianti la stretta alleanza con Bossi e i suoi secessionisti, l’offesa alla bandiera e all’inno nazionale, ma sarebbe troppo facile.
La patria va oltre i simboli e l’amore per essa si esprime avendo a cuore il bene dei suoi cittadini, tutti, della libertà, della democrazia, della giustizia uguale per tutti.
Quella libertà, democrazia e giustizia che, oggi, ancora resistono nel fuoco della normale dialettica tra maggioranza e opposizione, ma che vengono attentate, in spirito di indipendenza, ogni volta che si tocca il capo. In quel caso non si salva nessuno, neppure – nel caso Italia - uomini vicini come Fini, figurarsi Santoro.
Nelle dittature di ogni tipo, di destra di sinistra, questo si chiama “culto della personalità”.
E sul culto della personalità, per quel che mi riguarda, io ci cago sopra.
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Commenti sulla News (10)
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Inserito: lunedì 28 settembre 2009 alle: 20:31 |
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Autore: giorgio castriota |
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Commento:
per Ritteri: se uno pensa (in buona fede)che i comportamenti di Berlusconi siano semplicemente "criticabili e fastidiosi" vuol dire che non ha una scala di valori che va dal vergognoso al virtuoso come dovrebbe suggerire il semplice senso comune. Altrimenti mi chiedo quali sono i comportamenti che per Ritteri sono definibili "vergognosi" o "indecenti". Forse lo stupro di una dodicenne in un parco pubblico a mezzogiorno.
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Inserito: lunedì 28 settembre 2009 alle: 15:13 |
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Autore: franco paolini |
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Commento:
vorrei far notare ad alberto ritteri che un piduista amico di gente legata alla mafia, datore di lavoro a mafiosi, plurinquisito, pregiudicato,bugiardo e puttaniere (inconsapevole) semplicemente non dovrebbe poter governare. Ma questa e' l'italia. Sono d'accordo con Giorgio: chi vota berlusconi e' perche' ne ha un vantaggio. Non voglio fare il moralista: Giulio Cesare era uno dai costumi sessuali molto discussi, anche per l'epoca in cui viveva. Si fece nominare proconsole della Gallia per poter pagare i debiti; usava Clodio come il cav. usa Feltri, mazzate a chi non era d'accordo. Ma Giulio Cesare aveva un progetto politico e sono tanti i suoi merti storici che non sto a ripeterli. Il cav., a parte farsi i cavoli suoi e favorire amici e amanti, che ha fatto in venti anni di politica?
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Inserito: lunedì 28 settembre 2009 alle: 15:11 |
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Autore: Diego Zandel |
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Commento:
Caro Alberto, hai ben espresso, nei termini tecnici che ti sono propri, i limiti - diciamo così -caratteriali, che per un premier diventano politici, di Berlusconi. Ritengo però che, al di là degli squalificabili interventi a proprio favore per quanto riguarda la giustizia e i tentativi di omolagare l'informazione a sua misura, non abbia - come affermi - governato abbastanza bene. Credo che lo abbia fatto, che lo stia facendo, piuttosto mediocremente. Tanto più rispetto allo slogan con il quale era sceso in politica "Ho fatto un sogno: cambiare l'Italia". Ora, dopo 15 anni di governo - più giorni di quanti ne ha fatti De Gasperi, un uomo che ha davvero cambiato l'Italia - mi sembra che, non solo, d'allora, l'Italia non sia cambiata, ma se lo è in peggio. E in questo caso il miglior presidente del consiglio, degli ultimi 150 anni e il più duraturo degli ultimi 60, non può certo imputare i soliti comunisti. Altrimenti sconfesserebbe i suoi dichiarati primati (anche se ormai siamo abituati alle sue sconfessioni).
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Inserito: lunedì 28 settembre 2009 alle: 14:07 |
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Autore: giorgio castriota |
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Commento:
caro diego, condivido la tua analisi e gran parte di quelle qui compaiono. Ma, purtroppo, sono sempre della mia vecchia idea che ho già manifestato: la metà circa degli italiani che si schiera con Berlusconi non lo fa per motivi ideologici o "culturali", lo fa perchè le conviene. Se sommi il numero degli evasori fiscali, il numero dei mafiosi veri o collaterali, dei camorristi veri o collaterali, di tutti gli altri facenti parte di organizzazioni criminali, il numero di coloro che sperano di approfittare di condoni e intrallazzi più o meno disonesti, il numero di fascisti imbecilli che gira per l'Italia insieme a Bossi, a questo totale aggiungi un pò di gente (penso poca) che gli piace davvero Berlusconi e il PDL per disinformazione o presunti motivi ideologici, e vedrai che superi il 50% degli italiani. Se in Italia non si riesce a stroncare l'illegalità diffusa in tutti i settori e a diffondere il rispetto e la responsabilità che discendono dalla funzione che lo Stato ha assegnato ai vari livelli livelli istituzionali, non se ne esce.
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Inserito: lunedì 28 settembre 2009 alle: 09:14 |
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Autore: alberto ritteri |
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Commento:
Forza italiani, ottimismo. Non lasciamoci irretire o confondere dalle specchiature della parte più criticabile e fastidiosa dei comportamenti di Berlusconi. A tutti i suoi concorrenti politici la possibilità di esprimere un innalzamento della qualità delle soluzioni offerte rispetto lo scenario delle problematiche. Governare è forse, per la miriade di problematiche tutte interconnesse, la cosa più difficile, per chiunque. Il Politico che operi contro gli interessi del suo popolo, del consesso civile, del rispetto delle istanze della natura che va presevata deve andare , e andrà, nella zona più calda dell'inferno, poichè starà commettendo un peccato di dimensioni gigantesche. Suggerisco concludendo, di non soffermare troppo le nostre intelligenze su elementi che, fastidiosi e scandalosi, in scala valoriale sono però relativamente meno importanti del giudizio politico che dobbiamo al nostro (anche tuo ) capo del governo nell esercizio del suo "governare". Un caro saluto
Alberto
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Inserito: lunedì 28 settembre 2009 alle: 09:12 |
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Autore: alberto ritteri |
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Commento:
Temo di essere d’accordo che il Silvio rappresenti e sintetizzi i vizi, virtù e sregolatezze dello stereotipo italiano .
Ma chi garantisce la riuscita di una idea è solo la sua realizzazione. E Berlusconi è più concreto realizzatore di quanto altre sue manifestazioni , opportunamente amplificate dei concorreti politici, lascino vedere. E’ molto meglio di come lo vogliono far apparire. Ho imparato che una buona idea realizzata bene dà buoni frutti, una idea eccezionale realizzata male dà risultati disastrosi.Quello che disturba di Berlusconi è la sua incontinenza comportamentale, come se a lui fosse tutto consentito, come dici tu, solo per la posizione che occupa.Ma il tempo sta scorrendo, imperturbabile. In ambito PDL anche Fini avrà finalmente riconosciuti i suoi grandi meriti, non ultimo quello di porsi in dialettica con Silvio su temi concreti, anche se sta , secondo me volutamente , esagerando i contenuti , proprio a scopo comunicazionalmente autoposizionante. Lo sta facendo deliberatamente, soppesando pro e contro. Ed evidentemente scommettendo su alcune prospettive che spera positive. Se gli andrà male, onore al merito, ci avrà provato con grande sensibilità politica. Per quanto riguarda le sinistre spero davvero che il prossimo corso sappia esprimere progetti convincenti. Una buona parte dell'elettorato , come me, voterà i progetti, non la sponda politica.
segue
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Inserito: domenica 27 settembre 2009 alle: 19:55 |
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Autore: alberto ritteri |
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Commento:
Caro Diego, sono d'accordo sulla conclusione del tuo articolo fortissimamente critico verso chiunque sviluppi e favorisca il culto della personalità. Ho la certezza che questi episodi reiterati, così evidenti e fuori dale aspettative del ruolo” nascano dalle debolezze dell'uomo Berlusconi e ne sanciscano con sottolineatura i forti limiti della personalità. Nessun vero saggio infatti si porrebbe con convinzione sopra le parti, nè riterrebbe di avere sempre ragione , per definizione, nè si farebbe ritrarre in pose sempre accentuatamente positive, con sorrisi a 64 denti. Nessun saggio si definirebbe esente da errori nelle cose che fa e che dice, nè difenderebbe con sprezzo le critiche ricevute; cercherebbe infatti di capire in cosa le critiche hanno ragione per migliorare i propri comportamenti e rendere più credibile la propria azione e comunicazione anche a fasce della popolazione meno ignorant, credulone, superficiali o interessate. Alcune ammissioni di errore o di ripensamento porterebbero certamente più credibilità ed accettabilità. Sono certo che persone politicamente peggiori di Berlusconi ma molto più sottili, furbe, preparate ed abili saprebbero meglio di lui filtrare e orchestrare la comunicazione in uscita al popolo italiano.
In realtà sono dell’opinione che Berlusconi stia effettivamente governando l'Italia abbastanza bene, ( come è possibile stabilire una pagella realistica e comparativa??) in un momento di riconosciuta, evidente difficoltà per tutti i paesi del mondo, anche di quei paesi governati da politici che risultano all’opinione pubblica più misurati, accorti e prudenti di Berlusconi. Al di là di evidenti proclami e visioni diverse, con proposte e soluzioni diverse nessuna garanzia che altri politici nostrani saprebbero davvero fare meglio in questa Italia vittima dell’italiano modo di fare.
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Inserito: lunedì 28 settembre 2009 alle: 09:03 |
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Autore: Marco Minicangeli |
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Commento:
Be'... difficile non essere d'accordo. Ma noi Italiani (e qui alla parola "Italiani" mi torna in mente Antonio La Trippa-Totò) siamo fatti così. Ci piace. Adoriamo il Re, il Principe o il Duce del momento. Non abbiamo avuto la fortuna di tagliargli la testa e capire che il destino ce lo dobbiamo conquistare e non raccomandarci. Che pena, Diego. Che pena...
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Inserito: domenica 27 settembre 2009 alle: 19:57 |
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Autore: Enzo Rega |
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Commento:
Sono perfettamente d'accordo. Vorrei sottolineare come il film di Bellocchio "Vincere" riuscisse a farci capire quanto di Mussolini c'è nel ducetto Berlusconi. Il presunto macho è quello che poi promuove (si fa per dire) i valori della famiglia. Il problema è che quello che ad alcuni sembra evidente, non lo è poi per almeno una metà degli italiani (la metà più uno)!
Un saluto, caro Diego
tuo Enzo Rega
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Inserito: domenica 27 settembre 2009 alle: 19:37 |
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Autore: Seba Pezzani |
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Commento:
Caro Diego, non si può non sottoscrivere. questo signore, anche se "signore" mi pare uno spreco di nobiltà per uno come lui, pensa davvero di poter gestire il paese con l'alterigia padronale con cui immagino gestisca i suoi affari. Siamo un popolo ormai senza valori, ancora abbarbicato ai fasti di un Rinascimento sempre più lontano e sbiadito. Trent'anni di berlusconosimo dell'etere ha plasmato il popolo rendernolo tele-lobotomizzato. Sono molto pessimista. Questa è la società de Il grande fratello, X-factor, Amici, Vespa ed Emilio Fede. GIà, dimenticavo, della Daddario e di Papa Natzinger.
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