Dall’età di 21 anni a oggi, che ne ho 55, sono andato a trascorrere quasi tutte le estati a Kos. E’ un’isola greca del Dodecanneso, a 14 ore di traghetto dal Pireo, a tre miglia dalla costa turca. Mia suocera era originaria di quest’isola, del villaggio di Asfendiù, sulle falde del Monte Dikeo (842 metri). Dalla casa dei nonni di mia moglie si gode una vista stupenda delle isole di Calimno e di Pserimo come immerse nell’azzurro del mare e del cielo, mentre, sulla sinistra, è visibile l’Anatolia, con i suoi villaggi turchi. Da Asfendiù, prima di arrivare al villaggio di Zià, nelle giornate luminose si può vedere la città di Bodrum in Turchia, con la sua fortezza San Pietro, dove ogni tanto faccio una gita.
Asfendiù è immersa nella pace del verde montano, tra abetaie, eucalipti e ulivi. E’ il mio punto di partenza per le mie escursioni quotidiane nell’isola, che è molto varia, con villaggi di costa e di montagna, spagge di sabbia o sassi e scogliere.
A Kos è ambientato il mio prossimo romanzo. Ma su quest’isola ho scritto 3 racconti, due pubblicati dalla rivista della Mondadori “Casaviva” e uno dal quotidiano “Avanti!”, diretto dal mio maestro e amico Antonio Ghirelli. Di Kos parlo anche in un articolo sulla lettura apparso sulla rivista “La camera verde” di Giovanni Andrea Semerano, un giovane editore amante di cinema e poesia. In questo articolo racconto come la mia vacanza a Kos gira tutta intorno alle prime ore pomeridiane, quando il tempo è dedicato alla lettura.