Sei in > Home > Avventure > Biografia
Home!
Biografia
I miei luoghi
Amici, maestri, sodali
Biografia
Sono nato in un campo profughi, quello di Servigliano (www.vaiservigliano.it) , anche se il certificato di nascita porta come località la vicina città di Fermo (www.fermo.net) . 

Io a 18 anni
Il fatto è che qui c’era l’ospedale di zona più vicino. Era il 5 aprile 1948. I miei genitori, Carlo e Maria (Ucci) Zorco, provenivano da Fiume (v.i miei luoghi). La città, insieme all’Istria (v.i miei luoghi) e alla Dalmazia, era appena stata ceduta alla Jugoslavia con il Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947 (www.fiume-rijeka.it ). E i miei genitori, freschi sposi ventunenni, non se la sentirono di costruire il futuro in una città in cui gli italiani si sentivano sempre più minacciati dalle truppe di Tito ( www.irci.it ) (www.titoville.com ) . Vale, a riguardo, la testimonianza del suo braccio destro dell’epoca, Milovan Gilas: “Nel 1945 io e Kardelj fummo mandati da Tito in Istria. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andar via con pressioni di ogni tipo. E così fu fatto”. Il dramma dell’esodo è ben raccontato da Arrigo Petacco nel libro “L’esodo” (Mondadori) (www.mondadori.it).
 
A un nazionalismo, quello fascista, si sostituiva in Istria un altro, quello jugoslavo. Però se nazionalismo, razze elette, illibertà sono concetti appartenenti all’ideologia fascista, da un paese come la Jugoslavia di Tito che guardava al socialismo, alla liberazione dell’uomo, c’era da aspettarsi un diverso trattamento, per cui essere croato, sloveno, serbo, italiano o bosniaco avrebbe dovuto essere un dettaglio irrilevante. Il socialismo, in quanto tale, avrebbe dovuto vigilare sul rispetto reciproco, la convivenza civile tra diversi, lo scambio e l’arricchimento culturale, il benessere diffuso. Invece, per dirlo alla romana, tie’... Anzi, Tito perseguitò anche quei comunisti che non la pensavano come lui. Leggete “Goli Otok” di Giacomo Scotti, edito dalla Lint di Trieste (www.linteditoriale.com).

Mia moglie Anna con i figli Irene, Elena e Carlo
Per me, che sono stato allevato da una nonna istriana di dialetto ciakavo croato, Maria Miculian, che conosceva poco l’italiano, che mi chiamava nel suo linguaggio “sine moj” (figlio mio) e che io ho molto amato, queste differenze tra italiani, croati e altre etnie mi sono sempre state estranee... Per questo non mi sono mai stati molto simpatici i nazionalisti e razzisti di qualsiasi risma e colore. Tanto più che, pur continuando a vivere, dopo il campo profughi di Servigliano, in una comunità di esuli, quella del Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma (v.i miei luoghi), dove sarei approdato all’età di 3 mesi, avrei avuto presto diversi amici croati, sloveni, serbi. Li avrei conosciuti durante le vacanze scolastiche che per 15 anni, dal 1954 al 1969, avrei trascorso continuamente a Fiume nella casa dei nonni materni.
 
Questi trascorsi biografici costituiscono materia e scenario dei miei romanzi. Ma il mio sguardo, da uomo e da scrittore,  è rivolto anche alla Grecia, per essere sposato con Anna, di madre greca, dell’isola di Kos, luogo dove continuo ad andare da oltre trent’anni, cioè dal giorno in cui mi sono sposato, e dove adesso vivo parte dell’anno. Anna ed io abbiamo tre figli: Irene, Elena e Carlo. Sono di Carlo i disegni al computer che illustrano le quattro sezioni del mio sito. Se Irene ed Elena portano nomi greci, Carlo continua la tradizione maschile di famiglia portando il nome di mio padre e del mio bisnonno, capostipite della famiglia Zandel, in quel di Cugno (v.i miei luoghi), nella zona mineraria di Albona (v.i miei luoghi) in Istria.
Finora ho scritto sei romanzi: “Massacro per un presidente” (Mondadori, 1981), “Una storia istriana” (Rusconi, 1987), “Crociera di sangue” (Mondadori, 1993), “Operazione Venere” (Mondadori, 1996), “I confini dell’odio” (Aragno, 2002) e “L’uomo di Kos" (Hobby & Work 2004). Nel 2006 è uscito "verso est - racconti di oltre il confine orientale e dell'Egeo" (Campanotto editore) che raccoglie racconti pubblicati negli anni su vari giornali e riviste. Molti racconti sono usciti anche in alcune antologie. Ho scritto anche il saggio “Invito alla lettura di Andric’” (Mursia, 1981), con Giacomo Scotti, scrittore della minoranza italiana in Croazia, e due libri di poesie “Primi giorni” (O.E.L. 1965) e “Ore ferme” (SAL Trieste, 1968).
Oltre a scrivere libri (v.nel sito), ho collaborato e continuo a collaborare con articoli, recensioni, interviste  a vari giornali. Dall’Avanti! a Paese Sera a L’Unità. Attualmente collaboro a Il Piccolo  di Trieste (www.ilpiccolo.it ) e, soprattutto, La Gazzetta del Mezzogiorno  di Bari (www.gdmland.it).
 
Io, adesso a 55 anni
Il lavoro di recensore di libri mi ha aperto anche alle collaborazioni con le case editrici, diventando “lettore” prima della Mondadori, quindi della Bompiani e infine della Rusconi. Il mio compito consisteva in leggere e stendere giudizi di merito sui dattiloscritti che arrivavano alle case editrici quali proposte di pubblicazione (v. I vostri lavori).
Mi sono guadagnato da vivere però essenzialmente lavorando a Telecom Italia (www.telecomitalia.it) , impegnandomi per trentadue anni, fino al dicembre 2002, nel settore delle attività di comunicazione e, più specificatamente, editoriali dell’azienda, assumendone la responsabilità e la dirigenza.
Proprio per il mio lavoro nel campo della comunicazione tout court, un paio di volte i servizi segreti di alcuni paesi dell’est europeo hanno tentato, inutilmente, di farmi diventare un loro agente. Ma la doppia vita, in particolare quella di spia, non mi si addice, anche se amo l'avventura.