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I miei articoli
Articolo del: 07/01/2010
UN PONTE SUL CONFINE DELL'ODIO
Se non ci fosse la piccola editoria, frutto per lo più della passione di imprenditori amanti del buon libro e non del libro commerciale, omologato, ci perderemmo molti gioielli della letteratura. Uno di questi è La ragazza della Mura dello sloveno Feri Lainšcek, pubblicato dalla casa editrice triestina Beit.
Siamo nel 1941, a Murska Sabota, lungo il fiume Mura, al confine tra Slovenia, Ungheria e Croazia, ai margini della pianura pannonica. Gli echi della guerra scatenata da Hitler arrivano minacciosi a turbare anche questo angolo remoto, ma inquieto, perché abitato da gente di frontiera che nella guerra ripone la fiducia che possa sistemare alcune faccende: c'è chi, come i Magiari, guarda a Hitler come a un salvatore, grazie al quale spostare il confine a loro vantaggio, mentre dall'altra parte, gli Sloveni, parte del Regno di Jugoslavia attendono gli eventi, pronti a reagire in nome di una patria e di una identità che vede nei Magiari dei nemici.
In questo quadro storico, un giovane ingegnere Julian Spransky, che ha contribuito alla ideazione e costruzione di un nuovo ponte sulla Mura, vive un po' estraniato dai conflitti locali, seppur infastidito dai reciproci fanatici nazionalismi e timoroso solo che per ragioni belliche il «suo» ponte venga fatto saltare. Julian è figlio di un uomo facoltoso, che gli ha lasciato una buona eredità, ma anche una terribile ferita: abbandonato dalla moglie, innamoratasi di un suo lavorante, l'ha costretta alla fuga, e forse al suicidio. Le scarpe e le vesti della donna sono state trovate in riva al fiume.
Julian, all'epoca, aveva due anni e della madre non ha nessun ricordo, neppure visivo, fatta eccezione la figura che vede nella fotografia del matrimonio. E padre da allora avrebbe dedicato la sua vita alla ricerca del corpo della moglie, abbruttendosi in quella ostinazione e lasciando Julian alle cure di una fantesca che lo avrebbe accudito come un figlio, ma che, consapevole del suo ruolo di serva, avrebbe cominciato a dare del lei al ragazzo dal giorno del compimento del suo diciottesimo anno d'età, continuandolo a servire e mascherando il suo affetto divenuto ormai materno.
Julian, a 24 anni, dal ritorno da lavoro, che prevedeva la sistemazione delle sponde del fiume a rischio di inondazioni, incontra un bivacco di zingari che si divertono a ubriacare con il rum un orso tenuto alla catena con il quale girano, facendo ballare l'animale, per ipaesi. Ubriaco fradicio, l'orso cadrà in mezzo alle fiamme che daranno fuoco alla sua pelliccia uccidendolo. Tra il pubblico che assiste al dramma c'è una'beUiSsitna ragazza, Zinaida, dallo spirito libero, figlia di esuli russi, scappati dal comunismo sovietico, che Julian conosce di vista da anni. Uno scambio di battute, un'apparente disponibilità della ragazza a stare con lui, sarà l'inizio di un'amore che si trasformerà in una straordinaria passione, mentre gli eventi bellici precipitano.
Osteggiati da una parte dai genitori di lei, soprattutto dal padre, fanatico religioso che minaccia Julian di ucciderlo se sposerà la ragazza, e dall'altra dalla affezionata fantesca, che vede in Zinaida il rischio di una tragedia simile a quella subita dal padre di Julian, i due decideranno di fuggire in Austria, attraversando il fiume in un punto poco controllato dalle guardie. Qualcosa però, che lasciamo alla sorpresa del lettore, impedisce di compiere il passo. Sarà la svolta - dal sapore fosco e ottocentesco - della storia che, fino a questo momento, comunqueha imprigionato illettore per la soavità della pagina ed altri valori: l'inquadramento storico e l'atmosfera del tempo, l'acutezza psicologica delle relazioni tra Julian e Zinaida e tutti i personaggi che si alterneranno, ciascuno con la sua peculiarità e funzione all'interno di una dinamica narrativa complessiva di altissima tensione.
«La ragazza della Mura» di Feri Lainšcek (Beit ed., pp. 199, euro 15).

 


Pubblicato su: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO