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| QUANDO LA BANDA PASSO' SUL LAGO DI COMO |
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Almeno tre storie s’intrecciano a quella principale della formazione, nel 1930, del Corpo Musicale di Bellano nell’ultimo romanzo di Andrea Vitali “Almeno il cappello”, edito come sempre da Garzanti. E sono le storie del fallimento, con tanto di imbrogli, della Varecchini Distillati di Gelsomini Varecchini, coadiuvato dalla brutta ma devota e innamorata segretaria Vereconda Ortalli, della bella e prorompente Armellina Banchieri, orfana di entrambi i genitori dall’età di quattro anni, cresciuta in brefotrofio, tra le suore, finita a fare la servetta a Milano dove un giovanotto l’ha messa incinta prima di sparire, e che ritorna a Bellano, col figlio segreto, accudito nello stesso brefotrofio in cui lei è cresciuta, mentre aspetta l’uomo giusto che la impalmi accettando il suo bambino; e, infine la storia di Evelindo Nasazzi, dipendente della locale segheria, rimasto vedovo con un figlio, soprannominato il malatino per la salute cagionevole, e che si risposa con la più giovane e robusta moglie Noemi, che provvederà a togliergli le cattive abitudini acquisite con la moglie precedente. Come rientrano queste tre storie nella maggiore? In maniera molto semplice, anche se il romanzo, che avrebbe meritato qualche taglio, si dilunga in troppi capitoli e capitoletti che hanno, in questo caso, il torto di rallentare il ritmo della narrazione. All’inizio, a Bellano c’è solo una piccola banda di otto elementi che le domeniche d’estate accolgono sul molo i turisti in gita sul lago di Como che sbarcano nel paese. A suonare il bombardino è Lindo Nasazzi, rimasto appunto vedovo ed ora risposatosi con Noemi che lo mette in riga: la donna va a ritirare al posto del marito la paga che il Caliprandi, proprietario della segheria in cui il Nasazzi lavora, consegna ogni quindici giorni e che, fino allora, l’uomo sperperava in osteria; il primo giorno che lo vede ubriaco Noemi non esita a mollargli uno sganassone da farlo rotolare a terra, facendogli capire chi ora comanda in casa; così, ammaccato, il Nasazzi si rifiuta di farsi vedere dagli altri componenti della banda musicale, che invece lo credono costretto a soddisfare le esigenze sessuali della moglie più giovane. Sta di fatto che il povero Lindo non va più alle prove della banda, mentre l’estate, la nuova stagione si avvicina a grandi passi. Ma le autorità di paese, il podestà Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il segretario locale del partito fascista Bongioianni e il prevosto vogliono assolutamente un corpo musicale degno del paese. Nel frattempo accade che sull’altra sponda del lago, a Menaggio, il ragionier Onorato Geminazzi, appena assolto dall’accusa di aver concorso al fallimento della Distillati Varecchini, in cui lavorava, vuole andarsene, offeso per l’ingiuria ingiustamente calata su di lui e stabilirsi a Bellano. La notizia buona, per le autorità del paese, è che il Geminazzi è un provetto orchestrale e può prendere il posto del Nasazzi. Accade, però, anche che il Geminazzi, sposato con Estenuata, ha cinque figli e un sesto è in arrivo (che poi scopriremo essere due gemelli). Il trasloco, con la moglie alle ultime settimane di gravidanza, non è cosa da poco. Una volta nati i due gemellini, poi, le cose si complicano e meno male che a dare una mano nell’allattamento al seno – e che seni! - è la bella Armellina, appetita da tutti in paese, e sulla quale in particolare ha messo gli occhi il segretario del partito. Il quale solo dopo apprende e capisce il mistero della donna, apparentemente signorina, che allatta... Sta di fatto, comunque, che la banda, il Corpo Musicale di Bellano, pur con altri piccoli misteri, uno dei quali raccolto nel cappello che da il titolo al romanzo, sembra formarsi e, addirittura, forse esordire con l’arrivo ufficioso in paese del cardinale Shuster, appena nominato vescovo di Milano, dopo che la sede era vacante da ben sette anni. Quale onore! L’Italietta degli anni trenta, provinciale, bonacciona, simpatica, ingenua, ammiccante, ruffiana, emblematicamente concentrata in quello straordinario microcosmo che Andrea Vitali fa rivivere, è in agitazione. Per la gioia del lettore, naturalmente, che alla fine non può non affezionarsi ai tanti personaggi che lo abitano.
Diego Zandel
Andrea Vitali, Almeno il cappello, Garzanti, pag. 405, €. 17,60
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| Pubblicato su:
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO |
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