 |
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
Grande autore di noir, il francese Serge Quadruppani è quello che, insieme a Dominique Manotti, più si avvicina ai maggiori scrittori italiani del genere - i Carlotto, i De Cataldo, i Genna, lo stesso Camilleri - per la dura critica politica e sociale che attraversa le sue storie. Ne è un esempio l’ultimo romanzo “Y” pubblicato pochi mesi fa in Italia da Marsilio, che, partendo dalla scomparsa misteriosa di un banchiere, eroe della resistenza e delle lotte anticapitaliste, e da una ultima lettera inviata al figlio sbandato, denuncia una serie di compromessi politici ad ogni livello. Ma Quadruppani non è soltanto questo. E’ anche autore di libri, anch’essi noir, per ragazzi, ma di buona lettura anche per gli adulti. Ne è un esempio significativo il romanzo “C’è qualcuno in casa”, appena uscito per i tipi di Salani. La trama è molto semplice: tre bambini, dopo la morte del padre in un incidente sul lavoro, sono costretti a restare soli la notte a casa, perché la madre, infermiera all’ospedale, rimasta unica fonte di guadagno, deve uscire per andare a lavorare. I tre bambini, Paul, Cecile e Pascal, naturalmente non stanno tranquilli. Sentono rumori strani provenire da ogni parte, tanto più che la casa, lascito di famiglia, vive isolata ai margini di un parco. Riesce un po’ a dominare le loro paure il più grande dei tre, Paul, un ragazzo vivace e intelligente, più maturo della sua età, che avverte la responsabilità che, sostanzialmente, gli è stata affidata, di controllare i fratellini. Proprio se se la vedono brutta, di fronte a un eventuale pericolo, hanno il permesso di chiamare due coniugi vicini di casa, ma, essendo notte, è meglio non approfittare. L’hanno fatto una volta, inutilmente, e, per questo, sono stati un po’ rimproverati. Così, un’altra sera, capita che di nuovo, intanto, Pascal e Cecile sentono dei rumori, al piano di sopra della villetta in cui vivono. Paul, non avendo udito al momento nulla, cerca di convincere i fratellini dell’abbaglio, ma poi anche lui sente quegli stessi rumori. Tutto teso cerca di individuarne l’origine e, in effetti, dentro un armadio trovano un uomo. Strilli di paura, ma l’intruso riesce con abilità a tranquillizzarli, si dimostra del tutto innocuo, nonostante riveli la sua provenienza: dal manicomio, che si trova di là del parco. Un pazzo? Le cose sembrano essere messe peggio di quamnto pensavano, anche perché, si sa, con i pazzi bisogna essere cauti, condiscendenti, per non rischiare di accendere quella scintilla che potrebbe far scatenare la loro follia. L’uomo che dice di chiamarsi Ronaldo, come il campione di calcio (e ciò suscita ulteriore incredulità nei bambini) rivela di essere sfuggito dalla clinica per sottrarsi alle grinfie di alcune persone cattive che volevano da lui una somma ingente di denaro. E proprio per indebolire la sua volontà, lo avevano messo nelle mani di uno psichiatra che, con dei farmaci, lo volevano drogare per poi costringerlo al trapasso dei soldi con operazioni bancarie per le quali era sufficiente un codice e la sua firma. Ronaldo finisce appena di raccontare la sua odissea quando ecco arrivare tre energumeni, ovvero coloro, si capisce ben presto, che lo avevano sequestrato e rinchiuso in manicomio. Il fuggitivo fa appena in tempo a nascondersi, dietro la promessa da parte dei bambini di non denunciarne la presenza e, in un primo momento, riescono nell’intento. Poi però, a una nuova entrata a sorpresa nella casa, e Ronaldo finisce di nuovo nelle mani dei suoi presunti aguzzini. Da qui prende avvio una trattativa, con tanto di telefonata a un numero incognito, tra il folle, i suoi inseguitori e i bambini, in particolare Paul che, sempre più riconoscendo nei tre degli avidi e crudeli banditi, non solo prende le parti di Ronaldo, ma capisce anche che, una volta avvenuta la transazione, anche loro saranno fatti fuori per impedire loro di parlare. Comincia così un sottile gioco delle parti che lasciamo al godimento del lettore, con sorpresa finale, non senza però sottolineare come anche questo lungo racconto dallo sguardo favolistico, si concluda con un risvolto didatticamente sociale che ricorda la sofferenza dei bambini vittima della violenza nel mondo. Quei bambini che, come Paul, Cecile e Pascal, non una volta soltanto nella loro vita, ma tutti i giorni, in Colombia, Iraq, Cecenia, Africa, vivono nella paura di essere ammazzati. Questo non significa che i libri, sopratutto quelli per ragazzi e seppur d’evasione, debbano necessariamente avere una morale, ma dimostra che certi autori, qualsiasi cosa scrivano e per qualsiasi pubblico, non possono abdicare a stessi.
Diego Zandel
Serge Quadruppani, C’è qualcuno in casa, Salani, pag. 85, €. 11,00
|
| Pubblicato su:
LA RINASCITA DELLA SINISTRA |
|
 |
|