Questa volta il commissario Kostas Charitos, creato dalla grecissima penna di Petros Markaris, si trova ad agire fuori casa, cioè via dalla sua Atene. E che fuori casa! Perché non si tratta di un’isola greca come in “La lunga estate calda del commissario Charitos”, ma addirittura a Istanbul. Cioè nella capitale di quella Turchia, con la quale si trascina l’ormai annosa, reciproca diffidenza, dovuta a secoli di storia condivisa, prima con l’occupazione della Grecia da parte dell’Impero Ottomano, poi con le lotte per l’indipendenza greca, poi ancora con la perdita da parte dei Greci di Costantinopoli, ovvero l’Istanbul di oggi, per i greci la Polis per antonomasia e via dicendo fino alla questione cipriota e quant’altro.
La storia di questa nuova indagine è raccontata nel romanzo “La balia”, edito in Italia, come tutti i libri dello scrittore greco, da Bompiani. L’inizio vede il commissario Charitos, in vacanza a Istanbul con la petulante, ma tutto sommato simpatica, moglie Adriana. La vacanza è stato motivata sopratutto dalla necessità di distrarsi, così soffocare il cruccio del matrimonio civile, ma non religioso, secondo la tradizione, della loro unica figlia Caterina con il medico Fanis. Essendo, però, il nucleo della storia altro, diciamo subito che nel corso della vacanza i due genitori riceveranno la buona novella che annuncia, al loro ritorno ad Atene, il matrimonio religioso riparatore, con tutta quella serie di spassose scenette coniugali che sono solite condire i romanzi del poliziotto greco.
Charitos e la moglie non solo soli nel loro viaggio, ma in compagnia di un gruppo, il più vario, dal generale in pensione, nazionalista, che vede nei Turchi il nemico di sempre, alla donna di origini locali che trasforma la sua visita in un viaggio della memoria, ad altre coppie e, sopratutto, signore divise tra shopping e pettegolezzi. Diciamo che il gruppo rappresenta un po’ l’humus del popolo greco, con varie tipologie di personaggi che hanno la funzione di rappresentare un po’ lo sfondo storico e culturale del rapporto greci-turchi: una sorta quanto mai utile di divagazioni, senza le quali il lettore poco addentro al conflitto in questione mal capirebbe il processo di rispetto e collaborazione che nel corso della storia si instaurerà tra Charitos e Murat, un poliziotto turco, che lo coinvolgerà nelle indagini di una vecchia balia greca, di origini però anatoliche, scomparsa da casa e diretta se non già arrivata a Istanbul.
C’è da dire che Charitos, al momento, gradisce poco questo suo coinvolgimento, non tanto per il fatto di trovarsi in vacanza quanto per l’impossibilità, per ovvii motivi di giurisdizione, di muoversi liberamente, stando molto attento a non toccare la suscettibilità della polizia turca con iniziative personali e autonome (anche se qualche piccola astuzia magari se la concede). Sta di fatto, comunque, che il poliziotto turco comincia ad apprezzare lo stile di Charitos, al punto da formare con lui una inedita coppia di poliziotti, ciascuno dei quali porterà, da par suo, il proprio contributo nelle indagini, la soluzione delle quali sarà meno facile di quanto si pensi, seminata com’è di morti ammazzati che la vecchia balia sparge intorno a se, distribuendo un dolce avvelenato, preparato con le sue mani.
Il mistero sorge dal fatto che non tutti coloro a cui la fa omaggio del dolce muoiono, solo alcuni, evidentemente secondo un piano che solo la vecchia balia ha in mente. Si tratta forse di un’estrema resa dei conti da parte di una donna giunta al limite della sua vita? I due poliziotti cominciano a crederlo e, allora, se non si riesce a mettere le mani sulla vecchia balia, bisogna almeno arrivare prima di lei alle possibili vittime. Istanbul farà da magnifico sfondo a questa ricerca che raggiungerà gli angoli più nascosti e segreti della città e si concluderà, in una comune pietà umana, con un patto tra i due sulla versione da dare ai propri rispettivi superiori rispetto alla cattura o meno dell’omicida. Non senza un ultima cortesia, frutto dell’amicizia nata tra Charitos e Murat, ovvero la conoscenza della moglie di Murat, lui poliziotto moderno, perché nato e cresciuto in Germania e tornato in Turchia per nostalgia, che si trova a dover tollerare una moglie che, rispetto alla moda occidentale, preferisce il tradizionale velo. Ma le mogli, come ben sa Charitos, fanno sempre di testa propria.
Diego Zandel
Petros Markaris, La balia, Bompiani, pag. 288, €. 18,00