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I miei articoli
Articolo del: 11/03/2009
Infiamma il segreto fuoco dei cavalieri
Circostanze famigliari hanno fatto sì che Massimo Marcotullio esordisse come scrittore, in lingua italiana, con un racconto subito tradotto in tedesco e pubblicato in un’antologia in Germania. Un esordio all’estero, del tutto casuale, che però gli ha fatto scoprire il gusto della scrittura. Così, subito dopo, Marcotullio si è cimentato in un romanzo giallo di suo gusto “La morte e il salumiere”, edito da Todaro, molto divertente, capace di cogliere l’assurdità nella banalità della vita quotidiana, a cui ha fatto seguito, per lo stesso piccolo editore lombardo-svizzero “Il corpo del mondo”, anch’esso un romanzo che esprime la vena più libera e guascona dello scrittore. Il quale, però, nel frattempo, un po’ sempre per caso, accanto ai romanzi più personali, ha cominciato a esercitarsi nel romanzo storico fantasioso, dando vita, per l’editore Piemme, a “Il sangue dello Scorpione”, “Il fabbricante del fuoco”, ed ora “I custodi del tempio”, in cui sono presenti tutti gli elementi che piacciono al pubblico nato dalle ceneri de “Il nome della rosa” con spruzzate di Tolkien e lo spirito divulgativo di Valerio Massimo Manfredi. Romanzi commerciali, ma che confermano, nell’equilibrio della materia e della struttura che la sorregge, le grandi doti professionali dell’autore. Il quale, comunque, pubblicamente ci tiene alla distinzione che caratterizza le due strade narrative che si trova a battere. E’ chiaro che, se non sul piano del valore letterario, su quello dei numeri (di copie vendute), hanno la meglio i romanzi storici.
Tanto per cogliere gli aspetti caratterizzanti vediamo cosa racconta l’ultimo di essi “I custodi del tempio”. Ci troviamo innanzitutto in pieno 1600, in compagnia di un pugno di avventurieri di varia provenienza, gli italiani Fulminacci, Melchiorri, Baldassarre, lo slavo Zane, l’arabo Shafir, l’inglese Jack Fortune, il francese Feudebois,  ciascuno con la sua personalità e carattere ben accennati. Un po’ lungo le strade polverose, un po’ per mare, stanno percorrendo le strade dell’Anatolia e, in genere, il Medioriente, con meta Gerusalemme.
Rispondono tutti al richiamo della bellissima zingara Beatrice, donna del Fulminacci, riuscitasi a liberare dalle grinfie dell’agha Hettin, che l’aveva rapita per rinchiuderla nel suo harem, ad Algeri, dove aveva scoperto le mire di quest’ultimo sulla mitica tavoletta che conteneva la formula dell’ancor più mitico Fuoco Greco, l’arma che aveva consentito ai Cavalieri del Tempio – ovvero i Templari – di tenere lontano Gerusalemme dalle grinfie dei cosiddetti infedeli e che, al momento, ancora gelosamente custodiscono. Per arrivare a strappar loro il prezioso tesoro, l’agha Hettin, affida il compito ad Al-Raisul, un fanatico predone, a capo dei suoi famigerati Sciacalli del deserto. Ed è contro questi che Beatrice, col suo Fulminacci e il resto della composita compagnia, tutti uomini di armi, spadaccini magnifici, alcuni guidati da antiche filosofie marziali che molto hanno a che fare con lo zen, che Al-Raisut e i suoi Sciacalli dovranno vedersela.
In questo contesto tutti i topoi del romanzo di avventura, filone cappa e spada, vengono utilizzati, su un impianto storico relativo alla vita quotidiana del tempo – dalla condizione dei rematori sulle galere ai commerci, dalla sopravvivenza nel deserto all’arte della scherma alle torture e così via – che hanno il pregio della divulgazione, anche se questa, a tratti, risente, seppur abilmente camuffata, della ricerca libresca ad hoc. Più in generale, comunque, il libro risponde alle esigenze di un certo pubblico, a partire dalla stessa corposità nel numero delle pagine che ha la funzione, alla maniera americana, di offrire una lettura totalizzante ed esclusiva.  Alla fine, comunque, sicuramente il lettore medio, amante del genere e non molto pretensioso, si divertirà. Anche se noi facciamo il tifo per il Marcotullio più autentico de “La morte e il salumiere”.
       Diego Zandel
Massimo Marcotullio, I custodi del tempio, Piemme, pag. 399, €. 18,50  
 


Pubblicato su: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO