 |
|
 |
| GIOVENTU' VITTIMA. DI OGNI DESIDERIO |
 |
 |
Hanno diciotto anni, si svegliano alle cinque del pomeriggio, vestono solo abiti firmati, i loro amici guidano Porsche, Ferrari, Audi TT o Boxter con le quali scorazzano tutta la notte, non disdegnando gare sul filo dei duecento all’ora, per l’avenue Henry-Martin o des Champ Elysèes, bevono alcol e tirano coca, mangiano occasionalmente, vanno a letto con chiunque trovino interessante o per ripicca o noia, i loro genitori, dal portafoglio gonfio, con amanti che hanno la stessa età delle loro figlie, assolvono ai loro compiti genitoriali regalando conti in banca e carte di credito, con le quali poi poter darsi al loro maggiore divertimento: lo shopping. Questa umanità devastata dal facile denaro, che vive in un’altra dimensione rispetto a quella di chi tutto il giorno è costretto a tirare la carretta per sopravvivere, è ben rappresentata nel romanzo “Hell”, dal nome della protagonista io narrante, scritto della francese Lolita Pille, edito da Fazi. L’autrice, ora al suo terzo libro e che esordì a 18 anni con questo romanzo, è venuta in Italia a presentarlo. Giovane, carina, intelligente, rivela una semplicità che poco assomiglia ai suoi personaggi. Il romanzo è molto gustoso, scritto con il ritmo che lo stile dei personaggi merita. Nelle sue intenzioni c’era la denuncia, la critica o il compiacimento? Diciamo che c’è una condanna compiaciuta. Non si può criticare qualcosa se non si fa un ritratto che sia come minimo onesto. E per essere tale bisogna trasmettere sia la vacuità che la fascinazione che questo ambiente può suscitare. Molte persone, i giovani sopratutto, vorrebbero vivere come i suoi personaggi. Questo desiderio, quasi un ideale di vita, rappresenta la fine di qualsiasi possibilità di rivoluzione? Sì, effettivamente io penso che il desiderio di cambiare il mondo che caratterizzava una volta il mondo giovanile si sia trasformato in una volontà di aderire e di adattarsi a un mondo molle di vivere solo storie personali. Invece di sognare e combattere per un mondo di uguaglianza è finito con l’arrangiarsi nella disuguaglianza. Ma quali valori potrebbero averla vinta sullo stile di vita di una come Hell e compagne? Direi la violenza, la minaccia con un’arma, se questo fosse un valore, ma naturalmente non lo è. Forse se Johnny Depp si mettesse a fare propaganda per il marxismo una qualche influenza potrebbe averla, ma credo che ciò screditerebbe più lui che il pensiero rivoluzionario marxista. L’apparenza, tutto si riduce all’apparenza, dice Hell. Eppure soffre anche per amore, di un io ferito. Com’è possibile? Per fortuna rimane sempre qualcosa di umano. E comunque Hell rimane abbastanza umana a dispetto dell’ambiente in cui vive. Hell ha un ideale e questo è l’amore, quindi ha difficoltà a conciliare questa esigenza molto forte e radicale con il suo essere ragazzina. Alla fine è solo una poveretta che aspetta qualcuno che la chiami. Come qualsiasi adolescente, francese o italiana che sia. L’amore, allora, può essere un valore... L’amore è un valore per il personaggio, ma si tratta di un personaggio molto singolare. Ho incontrato raramente persone il cui modo di amare assomigli a un ideale. Come diceva Celine: è come avere l’infinito alla portata di un barboncino. Hell e amiche passano il tempo tra shopping, alcol, droga, sesso, senza provare divertimento o gioia. Che cos’è il loro? Io già non parto dal principio che fare shopping o sballarsi sia un divertimento, ma una cosa noiosa. Per loro è un modo di gratificarsi rispetto a uno stile di vita, che fa pensare un po’ al cibo spazzatura. Capita che uno può essere preso dalla voglia improvvisa di un Big Mac e poi si pente. Siamo veramente in un momento in cui si cerca di accontentare tutti i nostri desideri con un modo di vivere nauseabondo. E quindi, siccome prima si parlava d’amore, cosa altro si può contrapporre alla nausea della società attuale? E’ come l’ultimo desiderio puro che ci possiamo concedere senza fare sforzi. Fare la rivoluzione o approfondire la propria conoscenza del pensiero filosofico richiede sforzi. E’ la nostra ultima chance in qualche modo. Quanto c’è di vissuto direttamente in questo romanzo? Io ero lì, uscivo da quei posti lì. Il libro perciò parte da un’osservazione diretta. Poi, è vero, ci ho infilato dentro aneddoti che giravano, pettegolezzi, come quello della ragazza legata al termosifone o quello delle ragazze gelose che mettevano la crema depilatoria sulla testa della rivale, ma non siamo negli Stati Uniti dove si tortura, si stupra, dove i giovani sono molto più attivi nella violenza e negli eccessi. Qui il materiale è più deludente.
Diego Zandel
Lolita Pille, Hell, Fazi, pag. 155, €. 15,00
|
| Pubblicato su:
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO |
|
 |
|