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| LA VITA DIFFICILE DEI TRADUTTORI |
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In Italia, più che altrove, tra i grandi paesi dell’occidente, vengono tradotti troppi romanzi stranieri, la maggior parte dei quali sono mediocri. In questo lavoro sono impegnati, comunque, uno stuolo di traduttori che, al di là del valore intrinseco dell’opera originale, hanno la responsabilità di presentarla al pubblico italiano. Passi per il risultato di un romanzo appiattito sulla prosa un po’ omologata del prodotto di consumo, ma come la mettiamo per le meno frequenti opere di autentico impatto letterario, che hanno bisogno di un’aderenza al testo originale che non sia solo quella letterale, ma ne sappia cogliere i caratteri peculiari, complessi, in una parola unici? Qui il loro lavoro del traduttore diventa determinante, trattandosi di una vera e propria riscrittura del testo, non meno creativa dell’autore che l’ha prodotto. Su questa fatica improba, mal pagata, poco riconosciuta, Chiara Manfrinato, traduttrice per necessità, come si sottofirma, si è trasformata in curatrice per caso, come si è altresì definita, ed ha raccolto l’esperienza di 21 traduttori, che raccontano se stessi alle prese con le opere più significative che hanno contribuito a farci conoscere nel libro “Il mestiere di riflettere – Storie di traduttori e traduzioni” edito da Azimut. E’ un libro molto interessante, scritto sopratutto con passione, che non racconta soltanto la “bottega” del traduttore, il suo essere alla presa, al di là già di una ovvia padronanza della lingua da cui traduce, con vocabolari di ogni genere, ricerche su internet, dialoghi telefonici o via e-mail con gli autori se hanno la fortuna di conoscerli o reperirli, confronti con altri traduttori e quant’altro, ma sopratutto con la riflessione continua che l’opera impone in termini di stile, scrittura, resa letteraria che, spesso, per essere efficace, necessita di essere, appunto, ricreata e perciò tradita. Il tutto, ovviamente, con la spada di damocle della data di scadenza per la consegna e, quindi, della supervisione del redattore interno alla casa editrice che può fare le sue obiezioni o suggerire quando non imporre cambiamenti che non sempre possono risultare condivisibili. Anche se il più delle volte, certi passaggi, certi dubbi, diventano motivo per un confronto che alla fine diventerà utile e fecondo per tutti. Il libro, da consigliare innanzitutto a quanti vorrebbero iniziare la professione, non è, naturalmente, da considerare affatto un manuale, bensì autentiche storie di vita e, pertanto, da prendere come una serie di racconti-verità, scritti per altro con molto gusto, ironia e affetto. Ne “Il mestiere di riflettere” è istruttivo anche scoprire le diversità di impostazione del lavoro da parte di ciascun traduttore, che comunque, se è vero che qui si limita a raccontare l’esperienza avuta con un libro in particolare, risulta però paradigmatica delle tante problematiche della professione. C’è anche chi racconta la sua prima traduzione, chi la traduzione su un originale, che poi viene soppiantato dalle bozze della edizione americana, chi si è trovato a tradurre in coppia e chi alle prese con problemi linguistici non facili da tradurre, dei quali noi lettori finali neppure immaginiamo l’elucubrazioni, dando per scontate cose che non lo sono affatto. A riguardo è molto interessante la testimonianza di Anna Mironi alle prese con “Il bazooka della verità” di Sam Lipsyte, edito da Minimun fax, tutto giocato, ad esempio, su nomi che avevano un doppio senso non immediatamente traducibile in italiano, per cui era necessario davvero reinventarli. Ma gli esempi sono tanti, e la utilità del libro sta proprio nel fatto che delle 21 esperienze, ciascuna di esse mostra una o più facce di un lavoro che – alcuni lo ricordano nel libro – è stato efficacemente rappresentato da Luciano Bianciardi nel suo capolavoro “La vita agra”. Un titolo, e una condizione, che vale per tutti i traduttori, precari per antonomasia e ai quali, chi legge, non è mai troppo riconoscente, a cominciare da quanti recensiscono le loro opere sui giornali.
Diego Zandel
(a cura di) Chiara Manfrinato, Il mestiere di riflettere - Storie di traduttori e traduzioni, Azimut, pag. 172, €. 12,50
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LA RINASCITA DELLA SINISTRA |
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