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Articolo del: 20/12/2008
L'UOMO NELL'OMBRA e BORA NERA
Due gialli ambientati a Trieste: “L’uomo nell’ombra” di Giuliana Iaschi, edito da Stampa Alternativa, e “Bora nera” di Marco Giovanetti, edito da Senaus. Sono due gialli che hanno in comune soltanto il fondale, ovvero la città di Trieste, ed anche questo con punte di diversità dovute alle diverse epoche di ambientazione delle rispettive storie: i primi anni cinquanta, all’epoca in cui la città era occupata dal cosiddetto Governo Militare Alleato (lo sarebbe stato fino al 1954), quella della Iaschi, attualissima invece quella di Giovanetti. Per il resto, i due gialli sono diversissimi, a cominciare dalla scrittura: cupa, severa, classica quella della Iaschi, disinvolta, gergale, veloce quella di Giovanetti. 
“L’uomo nell’ombra” è un noir a tinte molto fosche, storia di un serial killer, maschera in un cinema all’aperto che, nel corso dello spettacolo, sceglie le sue vittime e quindi le segue per ucciderle. Lo vediamo all’opera con una ragazza, compiaciuta delle attenzioni del bel giovane, che più tardi ritrova sulla porta di casa, convinta di aver fatto colpo su di lui. Il giovane, invece, molto disturbato da una adolescenza infelice, era lì per eseguire un progetto di morte: soffoca la ragazza e ne nasconde il cadavere, sotterrandolo. Una scena, quest’ultima, descritta in presa diretta che testimonia la grande capacità narrativa di questa autrice, non a caso apprezzatissima dal grande critico Giuseppe Petronio, che ne aveva scoperto le doti sin dal suo primo giallo “L’assassinio di via Malcanton”, edito da Hobby&Work. Si tratta probabilmente di una storia vera, richiamata dai titoli e dagli articoli dell’epoca, che riprendono anche altri momenti importanti della cronaca politica della città e che, uniti alla pagina densa  dell’autrice, danno uno spaccato del clima che si viveva in questa città di frontiera, cosmopolita per la presenza di tante etnie e lingue diverse. Non a caso, vedremo che, nel gioco a incastro del thriller, anche un sergente americano ubriaco avrà un suo ruolo nella grana delle indagini.
Dicevamo della diversa cifra narrativa, spigliatissima, rappresentata da “Bora nera” di Marco Giovanetti. Protagonista un ispettore di polizia anomalo nel panorama dei detective italiani: uno che si fa di canne, beve, va a donne, e pur tuttavia segue con un fiuto tutto suo le indagini per una Trieste giovanile, di transito (armi, prostitute, droga) che ripropone in qualche modo la città di frontiera della Iaschi. Con la differenza, rispetto a quest’ultima, di una vena comica che strappa risate al lettore, a dispetto del finale malinconico e chandleriano. Elvio Guagnini, grande studioso del romanzo di genere e popolare (non a caso successore dello stesso Petronio, pioniere di questo tipo di ricerca, alla cattedra di lettere dell’università di Trieste) sottolinea le ragioni che rendono interessante questo noir costruito in 56 capitoli brevi, che usa il gergo proprio di “certa comunicazione giovanile”, l’uso dell’ironia e la parodizzazione di certi tratti del genere giallo che l’autore ben conosce nelle sue vesti di saggista.
        Diego Zandel
Giuliana Iaschi, L’uomo nell’ombra, Stampa Alternativa, pag. 241, €. 12,00
Marco Giovanetti, Bora nera, Senaus, pag. 118, €. 10,00


Pubblicato su: LA RINASCITA DELLA SINISTRA