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I miei articoli
Articolo del: 16/12/2008
AIDS, GIUDIZIO E PREGIUDIZI
Già corrispondente dall’estero dell’agenzia di stampa Reuters, con base a Hong  Kong, l’inglese Elizabeth Pisani si è convertita all’epidemiologia, per specializzarsi, da ricercatrice, nell’Aids, ponendo grande attenzione alle responsabilità che nella diffusione della malattia hanno il mondo del sesso e della droga. Lo ha fatto da pioniera, e proprio in virtù della sua esperienza giornalistica, accorgendosi del pericolo costituito dalla malattia, è entrata a far parte di quei ricercatori che hanno puntato sulla sensibilizzazione delle autorità mondiali, in particolare l’ONU, affinché investissero risorse nella cura e prevenzione della malattia. Da questa sua esperienza è nato il libro “La saggezza delle prostitute”, edito in Italia da ISBN,  frutto di un lavoro che l’ha portata in giro per il mondo, là dove, come in Africa in particolare, l’Aids ha conosciuto i suoi più temibili focolai.
All’inizio si trattava in particolare di vincere la resistenza di quei tanti moralizzatori che ritenevano l’Aids un problema riguardante soltanto gli omosessuali e le prostitute: da qui la necessità dei ricercatori di essere presi in considerazione. La Pisani, a riguardo, ci rivela alcune tecniche, relative alla manipolazione dei dati, necessarie per arrivare al cuore del problema: si trattava di far capire ai responsabili dell’ONU che l’Aids riguardava tutti, non solo alcune categorie di cittadini, perché anche normali padri di famiglia o giovani fidanzati delle proprie figlie potevano frequentare omosessuali e prostitute, contrarre la malattia e attaccarla alle proprie partner in un processo a catena che prima o poi avrebbe finito per interessare, eccome, gli stessi responsabili dell’ONU. La manipolazione dei dati è facile, perché può avvenire tranquillamente senza imbrogliare sugli stessi: ad esempio, se in un paese c’è un solo caso di Aids e nel giro di un anno diventano due, si può tranquillamente scrivere che in quel paese i casi di Aids sono raddoppiati. Naturalmente, gli unici ad avere tutte le coordinate erano i ricercatori, ben coscienti comunque che l’Aids si diffondeva geometricamente e che bisognava trovare le risorse necessarie per affrontarlo. Da qui, l’importanza fondamentale della comunicazione. Da ex giornalista, infatti, la Pisani aveva sposato la tesi che “avremmo potuto salvare più vite con la buona scienza se avessimo passato meno tempo a preoccuparci di pubblicare lo studio perfetto e più tempo a fare pressioni sulla stampa e a parlare la lingua di elettori e politici”. Su questi aspetti, l’autrice, non senza sarcasmo e ironia, presenta uno spaccato di quella che è la politica dell’informazione, così aprendo la mente al lettore che non vuole farsi abbindolare da quelli che sono gli interessi di parte.
Per il resto, il libro ha una sua grande vocazione narrativa, da autentico reportage, perché la Pisani ci racconta, con dovizia dei particolari e grande verve, tutte le ricerche fatte nei mercati più oscuri ed esclusivi del sesso e della tossicodipendenza, dai waria di Giacarta, travestiti che sono molto appetiti dalla popolazione maschile (e che hanno “tra le dieci e le venti volte più possibilità di essere infettati dall’Hiv delle sex worker di sesso femminile”) ai loro clienti, spesso mariti e fidanzati esemplari, dai tossicodipendenti, fautori dell’idea “più droga, più sballo”. Diffuso, anche, l’uso della droga per via iniettiva con modalità volutamente a rischio, che, a loro volta, vanno a costituire varie categorie di consumatori. I diversi comportamenti poi sono riconducibili alle possibilità economiche, tali da interessare ogni ceto sociale. La Pisani va a fondo nel suo libro disegnando un insieme di umanità in cui molte caselle si sovrappongono, compresi i comportamenti e la corruzione da parte dei tutori della legge.
Naturalmente, non tutto, anche nel campo della ricerca, luccica. Anzi, la mole di denaro che arriva ha attratto una quantità spropositata di assistenza tecnica (Ong, che litigano addirittura tra loro per accaparrarsi le somme a disposizione) da non essere spesso all’altezza dei bisogni. Ciò ha creato, di conseguenza, difficoltà burocratiche tali da complicare ricerche e servizi.
La Pisani, nel suo libro, alla fine sottolinea l’importanza che ha oggi l’aiuto dei privati, ovvero di singoli multimiliardari, contro l’intervento dei politici, perché “hanno un sacco di soldi e non devono rispondere agli elettori”, anche se “devono andarci cauti con i governi con i quali vogliono lavorare”. L’importante, comunque, è cercare strade efficaci perché, nonostante gli sforzi, le inadempienze sono così tante da aver “prodotto settanta milioni di infezioni fino a oggi, un numero inevitabilmente destinato a crescere”. Ora, si tratta di vedere in questa affermazione della Pisani quanta percentuale di manipolazione ci sia e quanto il suo libro, così vivo, documentato, interessantissimo faccia parte di questa, così rientrando anch’esso in quel “business dell’Aids” che sembra esistere un po’ dovunque nel mondo.
         Diego Zandel
Elizabeth Pisani, La saggezza delle prostitute, ISBN, pag. 332, € 28,00             


Pubblicato su: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO